Io, gay come tanti nell’esercito americano

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Il Sergente dell'esercito americano Darren Manzella si è detto sorpreso di non essere stato licenziato dopo il suo coming out televisivo. All'emittente CBS aveva detto: «l'esercito è pieno...

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60 minuti. Così si intitola la trasmissione a cui ha partecipato il Sergente della US Army Darren Manzella. 60 minuti in cui non solo l’ufficiale ha detto pubblicamente di essere gay, ma ha anche mostrato un video nel quale si bacia con l’ex fidanzato e ha fatto dichiarazioni scottanti che gli avevano fatto temere la rabbia dei commilitoni e la perdita del proprio posto di lavoro. E invece nulla di tutto questo è accaduto. Darren, che nella sua divisione fa il medico, è ancora un valoroso soldato americano.

«Pensavo che me l’avrebbero fatta pagare» dice oggi Darren Manzella al quotidiano USA Today. Le dichiarazioni rilasciate alla CBS, effettivamente, facevano temere per il peggio. Negli Stati Uniti vige la politica del "Non chiedere, non dire" emanata da Clinton nel 1993, ovvero: i gay nell’esercito sì, a patto che nessuno sappia del loro orientamento sessuale.

Il medico è stato il primo a parlare polemicamente in televisione sul "Non chiedere, non dire": «In realtà – ha dichiarato Darren – io sono solo uno dei molti membri dell’esercito ad aver dichiarato la propria sessualità ai propri commilitoni, e senza conseguenza alcuna».

Manzella è da poco tornato dal Kuwait per partecipare alle operazioni della guerra in Iraq.

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