IO, VEDOVA DI NASSIRIYA, NON ESISTO

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Intervista con la vedova di Nassiriya a cui fu negata la commemorazione del suo compagno. Lei non esiste perchè le coppie di fatto, in Italia, non esistono. Oggi...

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Quel giorno, il giorno della prima commemorazione dei caduti di Nassiriya, lei era li, insieme a tutti gli altri familiari che avevano perso la persona amata quel tragico giorno in Iraq. Dopo aver partecipato alla funzione religiosa è salita sul pullman militare ma, arrivata al Vittoriano per il conferimento della Croce d’onore, è stata bloccata. L’allora Ministro della Difesa Antonio Martino non aveva invitato la signora Parrillo alla cerimonia per la consegna di quella medaglia, conferita alla figlia di Stefano Rolla, perchè a livello legale lei non era, e non è ancora, nulla. Non esiste.
Le ha chiesto scusa qualcuno per quel gesto? Qualcuno di quel governo la chiamò almeno per giustificare quella scelta?
Non mi ha chiesto scusa assolutamente nessuno. Addirittura a 3 giorni da quell’accaduto il Ministero mi disse che avevo partecipato alla commemorazione in chiesa, quasi fosse un privilegio. Ma la verità è che in chiesa c’ero perchè era una messa, e alle messe non ti invita nessuno, ci vai e basta.
E in chiesa dov’era seduta?
C’erano Ciampi, Berlusconi, io ero in piedi nella navata centrale fino a che mi ha avvicinato Cassini per chiedermi cosa facessi li. Solo allora mi hanno fatto sedere insieme agli altri.

Come definirebbe oggi quella scelta? Burocratica? Crudele? Ingiustificata?
Cieco oscurantrismo, barbarie, per me è barbarie. Io non reclamavo una medaglia, volevo sentirmi solo parte di un condividere, proprio come le altre famiglie. Non avrei voluto sentirmi un’appestata, mi hanno trattato come se avessi commesso io quel delitto.
Chi le è stato vicino?
In quei giorni mi è stata vicino un’amica, Paola, e pochissimi altri. I nostri amici, pochi a dire la verità, non sono quelli che sono andati in tv. Quelli cercavano solo visibilità. Noi avevamo pochi amici veri.
La legge che non le ha permeso di partecipare a quella cerimonia non prevede alcun riconoscimento al convivente o alla convivente della vittima. Descrive però con grande perizia la croce: «In oro con attacco a nastro, del diametro di 40 millimetri e del peso di 25 grammi, contornata da due fronde di alloro, riporta sulla fronte, al centro, la scritta: Pro Humanitate. Il retro della Croce riporta al centro, per il personale militare la stella a cinque punte; per il personale civile le lettere R.I. sovrapposte ed intrecciate…». Che significato ha quel riconoscimento per lei?
Io non so nemmeno come è fatta. Mai vista.
L’ha vista la famiglia però. In che rapporti siete con i figli di Rolla non avuti da lei?
Prima che morisse il papà eravamo in rapporti normali. Ma siccome sono grandi, oguno ha la sua famiglia.
Come dire?
Dopo la morte c’è stato un rapporto civile.
Un distacco?
Loro hanno subito una perdita quanto me. Il padre di Stefano, Gianni Rolla era alla bilioteca del Senato per la presentazione del io libro. I figli hanno molto da fare.
Suo marito le aveva mai parlato di particolari paure?
Continua in seconda pagina^d
Suo marito le aveva mai parlato di particolari paure?
Assolutamente no. Andava li felice e anche noi eravamo tranquilli. Quella mattina sul C130 che andava a Nassyria c’erano 3 tecnici della troupe che aiutavano Stefano a girare il film che Stefano era andato li a girare. Stavano partendo tutti sereni e tranquilli. Sono arrivati li ma Stefano non l’hanno mai incontrato.
È vero che ha chiesto l’accesso ai fondi delle donazioni raccolte in occasione dell’evento?
Si, ma i tempi della giustizia sono quelli che sono. Vedremo.

Lei oggi ha un blog personale e un blog in ricordo di Stefano Rolla. Come si trova in questa nuova veste di scrittrice bloggara?
Un blog deve essere aggiornato tutti i giorni e sicuramente gli altri che hanno blog di successo come Beppe Grillo hanno qualcuno che glieli cura. Io, non avendo tempo, quando posso lo aggiorno ma non posso perderci più di tanto tempo. Però mi diverte molto farlo e mi incuriosice perchè posso scrivere i miei pensieri in libertà. Tanta gente mi raggiunge dal blog ed è un piccolo contatto col mondo.
Cosa le scrivono?
Per la maggior parte vogliono che anche le coppie di fatto vengano rincosciute.
Ci parli del suo libro…
Il libro è nato perchè, come le accennavo, all’indomani di quella strage io sono stata completamente ignorata. Semplicemente non esistevo, la mia identità era negata e la convivneza con Stefano non era riconosciuta da nessuno. Il mio amore per lui era talmente umiliato e offeso che ho cominciato a pensare se quell’amore così forte sia esistito veramente oppure mi sono solo immaginata tutto. Allora ho iniziato a scrivere i ricordi e mentre scrivevo ho visto che si prestavano ad essere raccontati e ha coinvolgere un possibile lettore. Pensi che ci siamo conosciuti a Caracas sotto un colpo di stato. Abbiamo avuto una storia avventurosa. Tutto questo mi ha convinto a farne un libro.
Un libro di ricordi dunque
Un libro sulla nostra storia d’amore. Una storia d’amore bellissima. È un romanzo.
Chi, in Parlamento, sente che potrebbe portare avanti la causa delle coppie di fatto?
Intanto, come lei sa, una parte dei DS. Non tutta la sinistra perchè la Margherita è contraria.
La sinistra ma non tutta…
C’è una schizofrenia. Secondo me quest’anno non hanno fatto una commemorazione perchè avrebbero dovuto invitarmi. Non l’hanno fatta per non compromettersi.
Chi? La Margherita?
Non voglio parlare di politica ma l’atteggiamento della sinistra è schizofrenico.
Che tipo di legge vorrebbe? Pacs? Matrimonio?
Il matrimonio c’è. Il PaCS mi sembra perfetto per chi non vuole o non può sposarsi nè in chiesa nè in Comune.
Scusi ma io intendevo il matrimonio fra persone dello stesso sesso…
Beh, i PaCS li estenderei a tutti. Il matrimonio, se uno ci crede, perchè no? Se non lede i diritti degli altri…
Le associazioni gay le sono più vicine di altre, per ovvi motivi. Chi le è stato più d’aiuto?
L’Arcigay e Franco Grillini. Lui per me ha fatto ben 3 interrogazioni parlamentari urgenti. Anche ieri sera era alla presentazione del mio libro. In generale però mi è molto vicino tutta la comunità gay.
Clicca qui per discutere di questo argomento nel forum Movimento Omosessuale.

di Daniele Nardini

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