Iran, impiccato un omosessuale che ha abusato di due ragazzi: dubbi sul processo

Non tutti sono sicuri della colpevolezza dell’uomo. Inoltre, l’accusa avrebbe associato l’omosessualità alla pedofilia.

L’uomo di 31 anni è stato impiccato il 10 gennaio scorso a Kazeroon, una città sud-occidentale dell’Iran. Secondo la denuncia, avrebbe rapito due ragazzi di 15 anni, per poi abusare sessualmente di loro. Per questo motivo l’uomo è stato condannato a morte, come prevede la legge iraniana. Ma si sono sollevati dubbi sulla ricostruzione dei fatti, vista anche la velocità con cui l’uomo è stato accusato. E punito con la pena capitale. I documenti riguardanti il caso non sono stati esaminati dai difensori dell’uomo, che non hanno potuto fare altro che accettare la sentenza.

Secondo la legge della sharia, vigente in Iran, in un rapporto sessuale tra due persone dello stesso sesso, la persona che ricopre il ruolo di attivo nel sesso anale viene punito con 100 frustate. Il passivo invece viene condannato a morte per impiccagione. Per essere dichiarati colpevoli, però, occorre presentare al processo almeno 4 testimoni che abbiano visto con i loro occhi il rapporto. In caso di stupro, invece, lo stupratore (e colui che ricopre il ruolo di attivo) viene condannato a morte, mentre chi ha subito la violenza (ovvero i passivi nel rapporto) risultano naturalmente innocenti. 

Il governo dell’Iran avrebbe agito in modo inusuale

Secondo le associazioni LGBT e l’avvocato difensore dell’uomo, ci sono molti dubbi su cosa sia realmente successo. Essendo anche responsabile del rapimento dei due ragazzi minorenni, l’uomo avrebbe dovuto scontare anche 15 anni di reclusione, prima di essere condannato a morte. Spesso, accade che durante il periodo di reclusione, i legali difensori riescono anche a diminuire la decisione della corte, eliminando nella maggior parte dei casi la pena di morte. L’esecuzione, in questo caso specifico, non ha nemmeno dato il tempo all’avvocato di fare ricorso, o di convertire la morte con altre pene minori. 

L’avvocato iraniano per i diritti umani Mehri Jafari ha denunciato più volte il fatto che la difesa non ha accesso ai documenti dell’indagine. Questo rende impossibile preparare una difesa solida, o per lo meno avere un’idea chiara di quanto accaduto, secondo le ricostruzioni fatte dalle autorità. Per questo motivo, si pensa anche che le famiglie abbiano detto ai ragazzi di accusare l’uomo di stupro, in modo da evitarsi la pena di morte. Quindi, anche la pedofilia e il rapimento non sarebbero due accuse fondate.

1 commento su “Iran, impiccato un omosessuale che ha abusato di due ragazzi: dubbi sul processo

  1. scrivo da un cittadino iraniano residente in italia, non per difendere il mio paese ma per questione di principio.
    Innanzitutto la foto con cui hai pubblicato questo articolo non e’ accaduto in Iran. Basterebbe guardare i volti delle persone presenti nell’immagine e capire che si tratti di un paese sud-asiatico. Penso che tu debba sottolinearlo quando pubblichi un articolo del genere visto che la maggior parte non potra’ mai capire la differenza.
    Per quanto riguarda la notizia non potrei esserne sicuro per cui non la commento (spero che non sia vero) ma la condanna a morte (non la sto giustificando ovviamente) per gli omosessuali in Iran, non e’ cosi come viene definito. Bisogna portare almeno 4 persone in processo che possano dimostrare di aver visto il rapporto con i loro occhi!!!! che dai parliamoci chiaro, credo che chiunque durante il rapporto sessuale ci tenga un minimo a suo privacy e prevede insomma di nascondersi bene.

    Spero che tu faccia almeno un cambio in questo articolo e RIBADISCO NON difendo la legge disumana che esiste nel mio paese contro gli omosessuali e mi auguro che un giorno anche noi possiamo cambiarla.

Lascia un commento