Iraniano si difende dall’accusa di stupro: “Sono gay!”

Accusato di avere stuprato una cliente del bed&breakfast presso il quale lavora, un giovane iraniano si difende dichiarandosi gay. “Le ragazze non mi sono mai interessate” dice.

E’ stato accusato di avere violentato una turista norvegese ma si è difeso dichiarandosi gay. E’ successo a Venezia e il protagonista è un trentunenne di nazionalità iraniana. «Sono gay – ha spiegato al giudice, secondo LeggoOnLine – Le ragazze non mi sono mai interessate».Il fatto è successo ta giovedì e venerdì scorsi all’interno di un bed&breakfast all’interno del quale il giovane iraniano lavora. Ma la versione dell’accusato è molto diversa da quella della vittima che ha denunciato lo stupro. Secondol’uomo, infatti, le voci della ragazza e dialcuni suoi amici di ritorno da una serata di bagordi, lo avrebbero svegliato nel cuore della notte. 

Pare che il gruppo non riuscisse più a trovare la strada per raggiungere le proprie stanze. A quel punto il giovane racconta di essersi alzato e di averli accompagnati, ma accortosi che una tenda, nella stanza della ragazza era caduta, si è soffermato a sistemarla. «La stanza è piccola e per aprire la finestra sono stato costretto a chiudere la porta – ha spiegato il giovane -. Non l’ho chiusa a chiave: semplicemente fatica ad aprirsi a causa del legno che si è allargato a causa dell’umidità». Insomma, l’equivoco si baserebbe sul fatto che la ragazza, svegliatasi di soprassalto si sarebbe spaventata vedendo l’uomo accanto al suo letto.

Ti suggeriamo anche  Big Brother Uk, 18enne fa coming out in diretta tv

La ragazza ha però raccontato di essere stata costretta a subire un rapporto sessuale completo e i suoi amici hanno raccontato di essere entrati nella stanza attirati dalle urla e di avere visto il ragazzo iraniano nell’ateggiamento di chi si è appena rivestito. «Ero vestito – ha ribattuto l’indagato – Stavo semplicemente sistemando la cerniera della felpa»..

Sulla vicenda, naturalmente, indagano le autorità competenti. In Iran, ricordiamo, vige la pena di morte per i colpevoli di "sodomia", particolare che farebbe apparire strana una scusa come "sono gay" pronunciata proprio da un iraniano per difendersi da un’accusa di stupro.