Iraq: amnistia per 5000 detenuti, ma non per i gay

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Il parlamento di Baghdad ha presentato un progetto di legge che prevede l'amnistia per un quarto dei prigionieri nelle carceri di stato. Ma l'omosessualità è tra i reati...

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Il governo iracheno ha inviato al presidente del parlamento la bozza di un progetto di legge che riguarda l’amnistia per alcuni detenuti che si trovano nelle carceri di stato. Lo riferisce il portavoce del governo, Ali al-Dabbagh. Non è certo una novità per gli iracheni: anche l’ex dittatore Saddam Hussein, una volta l’anno, liberava una certa quantità di galeotti. Ma se pensavate che, destituito e anche ucciso Saddam  il provvedimento sarebbe stato più equo, vi sbagliavate di grosso. Sotto la dittatura di Hussein l’omosessualità è stata legale fino al 2001, quando per pressioni dei gruppi religiosi estremisti la sodomia divenne reato. I

l nuovo progetto di legge esclude i prigionieri sotto custodia americana e coloro incarcerati per una serie particolare di reati come terrorismo, sequestro, furto di antichità per contrabbando, adulterio e, naturalmente, omosessualità. Esclusi anche i dirigenti dell’ex regime Baath di Saddam Hussein.

Se sarà approvata senza modifiche, la legge porterà al rilascio di cinquemila detenuti sui ventimila ospitati nelle carceri statali, dice al-Dabbagh. L’esercito Usa ne detiene più o meno venticinquemila.

I parlamentari sunniti hanno criticato la bozza di legge perché limita molto il numero di coloro che potranno beneficiarne, come i detenuti accusati di terrorismo che rappresentano la maggior parte dei prigionieri.

Altri temono invece che la bozza rimarrà arenata in parlamento e sarà ritardato il rilascio dei detenuti.

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