L’altro volto dell’Islam: dove l’omosessualità non è un crimine

Una rivoluzione silenziosa che prende piede in Europa.

C’è un altro Islam, che veleggia quasi sottotraccia, abbracciato da chi cerca una spiritualità più intima e discreta. Un Islam, che si sta facendo largo in Europa, dove l’omosessualità non è una colpa o un crimine ma motivo di contatto e fratellanza tra uomini e donne.

Il video, pubblicato da Antonio Nasso de La Repubblica, racconta di uomini e donne come Ludovic-Mohamed Zahed, imam gay di Marsiglia. Nato in Algeria, ha cercato fuori dalla madrepatria un posto nell’Islam: lo ha fatto fondando la prima organizzazione musulmana omosessuale francese, l’istituto Calem di Marsiglia, e nel 2012 la prima moschea inclusiva di tutta Europa, questa volta a Parigi. Qui non c’è patriarcato, non c’è un solo imam: sono tutti imam. Qui si celebrano matrimoni islamici tra persone omosessuali.

Anche Seyran Ates, avvocata di origini turche da anni impegnata per i diritti delle donne e delle minoranze, ha fondato a Berlino una moschea LGBT friendly. Qui sono tutti benvenuti: anche atei e fedeli di altre religioni.

A Copenhagen brilla invece la prima moschea d’Europa guidata da sole donne: a fondarla Sherin Khankan, donna imam che ripropone e promuove una lettura del Corano in salsa femminista.

Il video dimostra che c’è un altro Islam e che ogni religione necessita di essere interpretata in chiave moderna e democratica, al passo con i tempi. È una rivoluzione silenziosa ma non per questo meno importante.

Cultura

Cos’è lo Shudō, l’amore omosex dei Samurai

In Giappone, lo shudō ha un'origine antichissima.

di Alessandro Bovo