Israele: aggressione Gay Pride, incriminato zelota

L’ebreo ultra-ortodosso che si è scagliato con un coltello in mano contro i partecipanti al Gay Pride di Gerusalemme, è stato incriminato per tentato omicidio oggi.

GERUSALEMME – L’ebreo ultra-ortodosso che giovedì scorso si è scagliato con un coltello in mano contro i partecipanti al Gay Pride di Gerusalemme, ferendone tre, è stato formalmente incriminato per tentato omicidio oggi da un giudice del tribunale della città.

Stando al procuratore, durante gli interrogatori cui è stato sottoposto dalla polizia dopo l’arresto, l’uomo, Yishai Schlisel, ha affermato di “essere venuto a uccidere in nome di Dio”. Stando all’accusa l’uomo avrebbe attentamente pianificato l’aggressione, aveva comprato per tempo un coltello con una lama lunga 18 centimetri, che aveva nascosto sotto la giacca, e si era disposto in anticipo lungo il percorso della gay pride nel centro di Gerusalemme.

Sempre secondo l’accusa – riferisce l’edizione elettronica del quotidiano Haaretz – Schlisel ha anche affermato durante gli interrogatori, a proposito del Gay Pride, “questa cosa non può succedere in Israele, è un sacrilegio”.

La manifestazione organizzata dalle associazioni di gay e lesbiche israeliane era stata preceduta da accese polemiche. Il sindaco di Gerusalemme, il conservatore ebreo ortodosso Uri Lupolianski, aveva cercato di impedirne lo svolgimento affermando che rischiava di ferire la sensibilità della forte comunità religiosa che risiede nella città santa. La magistratura israeliana ha tuttavia ordinato che la Gay Pride potesse svolgersi normnalmente.