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Alla vigilia del Pride, l'Eurispes conduce un'indagine sull'omosessualità: per quasi la metà degli italiani i gay non fanno più scandalo. E oltre il 50% è favorevole al PaCS.

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ROMA – La maggioranza degli italiani è favorevole al matrimonio civile per le coppie gay, mentre quasi il 50% ritiene che l’omosessualità sia una forma di amore come l’eterosessualità. Sono questi alcuni dei sorprendenti risultati che emergono da una ricerca svolta dalla Eurispes alla vigilia della manifestazione del Gay Pride che si terrà sabato a Bari. Dati che Franco Grillini non esita a definire “incoraggianti”: «Non piu’ di dieci anni fa infatti gli stessi dati erano di segno completamente diverso», ricorda il deputato DS.

E il dato riguardante il sostegno dato dagli italiani alle unioni gay incoraggia la campagna Arcigay per la legge sui PaCS: “E’ un ulteriore prova a supporto di ciò che andiamo dimostrando da mesi: gli italiani sono più civili di chi li governa.” Alessandro Zan, coordinatore della campagna “UN PACS AVANTI” promossa dall’Arcigay per l’approvazione di una legge sul Patto Civile di Solidarietà (PACS) commenta così i dati diffusi dall’Eurispes: “L’indagine dimostra ancora una volta come la richiesta, avanzata dal movimento omosessuale, di una tutela delle unioni affettive anche tra persone dello stesso sesso, non sia dettata da alcuna volontà di imporre una visione culturale di pochi, ma corrisponda ad una esigenza della maggioranza dei cittadini italiani che intendono difendere e promuovere il rispetto per tutti gli individui”.

L’Eurispes (che già nel 1991 con “Il sorriso di Afrodite”, Vallecchi Editore, affrontò per primo, attraverso un approfondito studio realizzato in collaborazione con l’Arcigay, il difficile tema della condizione omosessuale), propone una nuova riflessione, arricchita dai dati di una indagine demoscopica sulla evoluzione del vissuto e degli atteggiamenti degli italiani nei confronti dell’omosessualità, condotta su un campione di 2mila cittadini, stratificato per sesso, età e provenienza geografica.

L’indagine offre conferme e soprese: soprende ad esempio scoprire che l’omofobia è più alta al centro che al sud, visto che il 13,2% degli abitanti delle regioni centrali considerano l’omosessualità immorale contro l’11,2% dei meridionali. Si conferma, invece, che sono più i maschi che le donne a considerare l’omosessualtà immorale (12,1% contro 8,5%), mentre quasi del 60% dei soggetti di età compresa tra i 18 e i 24 anni accettano le relazioni gay come assolutamente paritarie rispetto a quelle etero. «I giovani sono una grande speranza per noi e per tutti coloro che desiderano un’Italia antirazzista, moderna e pluralista – commenta Sergio Lo Giudice, presidente nazionale Arcigay, in questi giorni a Bari per la preparazione del Gay Pride nazionale che si terrà il 7 giugno nel capoluogo pugliese – Un dato interessante anche dal sud: se continua la fuga di gay e lesbiche verso le città del nord, la percezione dell’omosessualità al sud si è sostanzialmente uniformata a quella del nord. Anche grazie ad iniziative come il Bari Pride, nel Meridione si è risvegliato l’antico gene dell’accoglienza e del mescolamento fra culture diverse».

E’ importante invece sottolineare che dall’indagine dell’Eurispes, risulta che la maggioranza degli italiani (51,6%) ritiene che anche le coppie omosessuali abbiano il diritto, se lo desiderano, di sposarsi con rito civile. Il dato, se incorciato con quello dell’età, sorprende: la stragrande maggioranza dei giovani sotto i 44 anni sono favorevoli (il 67,4% dei giovani tra 18 e 24 anni, e il 63,6% di quelli tra 25 e 44) mentre al di sopra di questa soglia di età, le percentuali quasi si invertono: il 50% delle persone di età tra i 45 e i 64 anni sono contrari alle unioni gay. Non sorprende invece sapere che le percentuali maggiori di persone favorevoli alle unioni gay si trovano tra gli intervistati che dichiarano di avere un orientamento politico a sinistra, mentre le persone che si schierano politicamente al centro sono ancor meno favorevoli di coloro che si schierano a destra.

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“La classe politica italiana rappresenta un freno allo sviluppo civile del paese nel campo dell’uguaglianza dei diritti delle persone omosessuali – ha commentato a questo proposito Sergio Lo Giudice – . Leggi come quelle che riconoscono le famiglie gay e lesbiche, approvate nella maggioranza degli stati europei, sarebbero una realtà anche nel nostro paese se chi governa l’Italia mostrasse la stessa apertura e accettazione della maggioranza dei nostri concittadini. Siamo orgogliosi di essere italiani, non di chi ci governa”.

Ma vediamo tutti i dati in dettaglio: clicca qui.ACCETTAZIONE

Il 49,2% degli italiani ritiene ormai che l’omosessualità sia una forma di amore come l’eterosessualità; un significativo 32,8% dei soggetti (quasi un terzo) afferma invece di poter tollerare l’omosessualità purché non praticata; il 10,3% del campione, infine, considera l’omosessualità immorale; il 7,7% non ha invece saputo o voluto pronunciarsi sulla questione.

Fra le donne l’accettazione dell’omosessualità risulta più diffusa che fra gli uomini: il 55,1% delle intervistate pensa infatti che essa sia una forma di amore come l’eterosessualità, contro il 43,1% degli intervistati. Gli uomini, d’altra parte, affermano con maggior frequenza di poter tollerare l’omosessualità purché non praticata (37,3% contro il 28,4% delle donne).

Anche la percentuale di chi giudica immorale l’omosessualità è lievemente più alta fra i maschi (12,1%) che fra le femmine (8,5%).

L’età del campione si dimostra una variabile significativa: la percentuale di intervistati secondo i quali l’omosessualità è una forma di amore come l’eterosessualità sale all’abbassarsi dell’età dei soggetti (59,2% fra i 18 ed i 24 anni, 56,7% fra i 25 ed i 44, 41,4% fra i 45 ed i 64, 36,9% dai 65 in su). La maggioranza degli intervistati fra i 18 ed i 44 giudica quindi nello stesso modo l’inclinazione per le persone di sesso diverso dal proprio e quella per le persone dello stesso sesso.

Con l’aumentare dell’età, invece, sale la quota di chi considera immorale l’omosessualità (6,3% dai 18 ai 44 anni, 11,7% fra i 45 ed i 64, 19,8% dai 65 in su) e quella di chi non sa o non vuole pronunciarsi. Mettendo in relazione le risposte fornite dai soggetti con la loro area geografica di provenienza, non emergono posizioni fortemente differenziate.

Sembra comunque opportuno sottolineare che la percentuale di soggetti che definiscono immorale l’omosessualità risulta leggermente più alta della media al Centro (13,9%) e più bassa al Nord-Est (5,8%). Nel Nord-Est e nelle Isole sono invece più numerosi che altrove i soggetti che affermano di poter accettare l’omosessualità purché non praticata (rispettivamente il 36,1% ed il 37,8%). Il titolo di studio degli intervistati risulta in stretta relazione con la loro opinione sull’omosessualità.

La percentuale di chi equipara amore omosessuale ed eterosessuale risulta particolarmente bassa fra i soggetti privi di titolo di studio ed i possessori di licenza elementare (25,6%), ma sale al 41,5% fra i possessori di licenza media e raggiunge la maggioranza fra i possessori di diploma di maturità (53,1%) e di laurea o diploma di specializzazione (52,1%).

Ben il 26,5% degli intervistati senza titolo di studio o con licenza elementare giudica immorale l’omosessualità, contro il 16% di quelli con licenza media, il 7,8% di quelli con diploma di maturità e il 7,6% di quelli laureati o con diploma di specializzazione.

Opinione sull’omosessualità, per sesso e per età

Anno 2003

Valori percentuali

Cosa pensa dell’omosessualità?

Sesso

Età

Totale

Femmine

Maschi

Da 18 a 24 anni

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