22enne massacrato di botte perché gay è in stato vegetativo: la richiesta d’aiuto della famiglia

Passato un mese in coma, si è risvegliato in stato vegetativo. Dimesso dall’ospedale, necessita ora di cure costose e costanti.

Il 7 dicembre scorso, Jefferson Anderson Feijo da Cruz era in giro con gli amici per celebrare la conclusione dell’anno scolastico, nella città nord-orientale di Moreno, in Brasile. Il ragazzo si è allontanato per fare pipì, senza più tornare. Preoccupati, gli amici sono andati alla sua ricerca, trovandolo tramortito, denudato, incosciente e ricoperto di sangue.

La sua famiglia, che da allora gestisce una pagina Facebook per dare notizia delle sue condizioni di salute, ha parlato di rapina e di attacco omofobo. Violentissimo. Il giovane è arrivato in ospedale con gravissime ferite sul suo corpo, alla testa, lesioni ai polmoni e un trauma cranico. A causa di un grumo che gli comprimeva il cervello, Jefferson ha dovuto sottoporsi ad un delicato intervento chirurgico d’urgenza. Finito in coma, dopo un mese si è risvegliato. Ma non era più lui.

Non parlava, non camminava, non esprimeva reazioni. Ha dovuto fare una tracheotomia per migliorare la respirazione, ad oggi è nutrito solo con il catetere ed è stato trasferito all’ospedale di Olinda per evitare ulteriori complicazioni. Peccato che passati cinque mesi, i medici abbiano lasciato Jefferson ai suoi genitori, costretti a riportarlo a casa senza un aiuto reale. Ed è qui che è nata una campagna di crowdfunding, per contribuire a coprire gli elevati costi.

Il suo stato richiede la massima cura, che non riesce ad essere coperta dai suoi genitori e dagli amici. C’è bisogno di una stanza ad hoc, dell’aria condizionata, del letto mobile, del serbatoio dell’ossigeno, degli stivali ortopedici e dei guanti, del materasso ortopedico, del logopedista,  fisioterapista e tante altre cose necessarie. Perché stiamo raccontando la storia di Jeff a tutti voi? Perché è un giovane pieno di sogni e obiettivi che ha bisogno del nostro aiuto, per continuare a lottare per la vita.

Il Brasile è uno dei luoghi più pericolosi al mondo per le persone LGBTI. Nel 2018, più di 300 persone LGBTI sono state brutalmente assassinate. Cliccando qui potrete contribuire alla raccolta fondi per Jefferson.

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