Kenya, decisa la data della sentenza che potrebbe legalizzare l’omosessualità

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Pochi mesi ancora e il Kenya potrebbe andare incontro ad una clamorosa e da tempo attesa svolta LGBT.

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Il 22 febbraio del 2019 potrebbe diventare una giornata storica per i diritti LGBT africani.

L’Alta Corte del Kenya ha infatti annunciato che proprio quel giorno prenderà la sua decisione in relazione alla legalizzazione dell’omosessualità, ad oggi ancora considerata reato in tutto il Paese.

Giovedì scorso i tre giudici hanno ascoltato le parti sulle ultime prove relative alla corte suprema indiana, che ha legalizzato l’omosessualità all’inizio di quest’anno. Tuttavia, il procuratore generale si è opposto ai giudici che hanno voluto ascoltare quanto avvenuto in India.

La National Gay & Lesbian Human Rights Commission del Kenya (NGLHRC), che è ovviamente direttamente coinvolta nel caso, ha attaccato il procuratore Kanjama, autore di una vera e propria potenziale censura. Il caso è stato portato all’Alta corte del Kenya nel gennaio scorso, dopo che due uomini sorpresi a fare sesso a Mombasa vennero costretti a subire indegni esami rettali. L’NGLHRC e uno degli avvocati più potenti e di maggior successo del Kenya, Paul Muite, guidano l’accusa in favore della depenalizzazione.

Chiedono che le Sezioni 162 e 165 del codice penale kenyota siano abrogate, sostenendo la loro discriminatorietà e  incostituzionalità. Ad oggi, se omosessuali in Kenya si rischiano da 5 a 14 anni di prigione. Anche se nessuno conosce la sentenza che verrà presa a fine febbraio, a inizio 2018 c’è stata una rara vittoria per i diritti LGBTQ, in quanto la Corte d’Appello del Paese ha stabilito l’illegalità degli esami anali forzati.

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