L’approccio più lungo del mondo

80 giorni per sfatare un mito, quello dei gay che 10 minuti dopo essersi conosciuti sono già sotto le coperte! Ecco a voi una storia fatta di parole, sguardi, sorrisi, ma non di baci…

Se Jules Verne riuscì a viaggiare in tutto il mondo in 80 giorni, i protagonisti della nostra storia nello stesso lasso di tempo non sono ancora riusciti a scambiarsi un bacio!

Siamo a Roma, due ragazzi, affascinanti, giovani, sotto i 30 anni, si conoscono in una calda serata settembrina. Sono in discoteca, la musica è assordante, ma i due riescono ad isolarsi, parlando per tutto il resto della serata. Si conoscono, dimostrano interesse l’uno per l’altro, si salutano, ma non si scambiano il numero di cellulare.

A fare da ‘collante’ tra i due un amico in comune, il classico terzo incomodo, ovviamente spettatore non del tutto disinteressato. Passati alcuni giorni, l’uscita a tre ha finalmente luogo. I due nostri protagonisti continuano a scambiarsi pareri, storie, sguardi ricchi di interesse. Anche in questo caso nessun numero di cellulare viene scambiato, ma il cognome dei due salta fuori, aprendo così le porte a Facebook.

Aggiunti sul celebre social network, i due proseguono il loro non ufficiale flirt via internet. Le uscite continuano, alternandosi a teatri, cinema, discoteche o anche semplici birre serali, sempre però in compagnia dell’amico in comune, che, a quanto pare, di lasciarli da soli proprio non ci pensa.

Il passo successivo, dopo ben due settimane di conoscenza, è il numero di telefono, che finalmente arriva per entrambi. A Facebook  si aggiunge così un altro strumento per continuare l’incredibile approccio che i due stanno portando avanti ormai da 20 giorni, ovvero gli sms.

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Sembrano sempre sull’orlo della dichiarazione definitiva, del passo successivo, ma, purtroppo per loro, si fermano sempre a pochi centimetri dal traguardo. Riusiciti a scrollarsi di dosso l’amico in comune, ecco che arrivano le prime uscite di coppia.

Quale momento migliore per riuscire a strappare il primo bacio? Non per i nostri due protagonisti, impauriti dalla possibilità che osando si possa rompere il giocattolo, mandandolo in frantumi. Li vediamo così a casa di uno dei due, sul lettone matrimoniale, a pochi centimetri l’uno dall’altro. I due si sfiorano, i loro respiri si incontrano, ma non si toccano. Parlano, parlano e parlano, fino alle 3 di notte, senza che quell’atteso bacio arrivi finalmente a destinazione. E sono passati ben 2 mesi da quel primo incontro, da quel primo scambio di sguardi.

Cosa li blocchi, nessuno ancora l’ha capito. Gli amici li tartassano di consigli, spingono perchè uno dei due si decida, quasi esausti da questo snervante tira e molla, ma senza trovare terreno fertile.

L’interesse da parte di entrambi per i più è ormai palese, ma tutti e due aspettano invano che sia l’altro a fare il primo passo, in quella che è diventata una partita a scacchi con i propri sentimenti e le proprie pulsioni sessuali.

Oggi, ad 80 giorni da quando si sono conosciuti, sono ancora fermi a quella prima serata, a quel primo ‘flirtare’, prolungatosi nel tempo in maniera infinita. Quando tutto ciò finirà, quando questo benedetto approccio si concluderà, come è naturale che sia, in un caldo e lungo bacio, ormai nessuno può saperlo.

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A raccontarci questa storia, che sembra atipica e folle ma che in realtà disegna un’altra delle tante sfaccettature dell’animo umano, ed in questo caso omosessuale, è uno dei due nostri protagonisti.

Ciò che traspare è un’immagine, quella del gay, non per forza di cose disinibita, trasgressiva e sexual addicted. C’è una parte del mondo omosessuale che naviga in un mare di timidezza, con i propri tempi e le proprie paure, senza dover per forza di cose finire nel letto del ragazzo appena conosciuto entro 15 minuti dal primo "ciao, piacere…".

Un’immagine raramente rappresentata e fatta conoscere, qui sicuramente portata all’estremo, anche se sicuramente pronta ad esplodere a breve, con la speranza che, da quel momento in poi, tutto il tempo ‘perduto’ venga presto recuperato.,,,

Avete storie che vi riguardano da raccontarci, particolari, interessanti, simpatiche o anche solo di denuncia? Scrivete pure a [email protected]. Siamo qui anche per questo!

 

di Federico Boni