L’ARCOBALENO SU NEW YORK

23 giugno: inizia il Gay Pride americano. La parata lungo la Quinta Strada richiamerà 400mila persone. Ecco come partecipare.

Furono tre notti e tre giorni di rivolta, quelle che il 27, il 28 e il 29 giugno del 1969, infiammarono le strade del Greenwich Village a New York. In Christopher Street, davanti, ma anche all’interno del bar gay "Stonewall", centinaia di uomini e donne omosessuali, ebbero per la prima volta la forza e il coraggio di ribellarsi a quella polizia che fino a quel momento aveva fatto di tutto per limitare o, sarebbe meglio dire, schiacciare, annullare, la loro liberta’. Raid continui nei bar frequentati da gay avevano portato all’arresto di numerose persone proprio perche’ individui dello stesso sesso ballavano tra loro, si baciavano, o semplicemente si dimostravano affetto l’uno con l’altro tenendosi per mano. Molti venivano arrestati perche’ portavano addosso abiti che usualmente erano indossati da individui di sesso opposto.

Le "Stonewall Riots", ovvero le "Rivolte dello Stonewall" furono quel grande, importantissimo passo verso la creazione dei primi movimenti per la liberazione degli omosessuali nel mondo.

E ogni anno a giugno la citta’ di New York con la "Pride Week" si mobilizza nel ricordo di quei tre giorni che segnarono la grande svolta per l’orgoglio omosessuale. "Against a dark sky, the rainbow shines brightly", contro un cielo scuro, l’arcobaleno splende luminosamente, e’ il motto con il quale il 23 giugno prendera’ il via questa settimana di festeggiamenti che renderanno la metropoli Americana meta di migliaia di gay provenienti da tutto il mondo. E se gli eventi che coloreranno le serate della Grande Mela saranno tanti, quello che senza ombra di dubbio rappresenta il clou del calendario sara’ la Parata che alle 12:00 in punto dalla 52th Street si snodera’ per tutta la Fifth Avenue fino ad arrivare nel cuore del Village.

Decine di carri – ognuno dei quali sara’ realizzato dalle tante associazioni gay americane, ma anche dai bar, discoteche, oltre che da gruppi etnici abitanti a New York – con oltre 250.000 marcianti sfileranno davanti a un pubblico plaudente che superera’ le 400.000 persone. E tra i tanti personaggi pubblici che non hanno fatto mancare la loro presenza alla "Parade" dello scorso anno, in prima fila il sindaco Rudoplh Giuliani, e una scoppiettante Hillary Rodham Clinton, che anche per questa prossima edizione viene data per certa. Se non altro per ottenere un numero maggiore di voti se e’ vero quanto stanno dicendo in questi giorni i piu’ autorevoli giornalisti americani: l’ex First Lady, al 99 per cento concorrera’ alle prossime presidenziali. E sembra che l’America sia pronta ad avere il primo Presidente della sua storia, donna. Non certa, invece, la presenza del nuovo sindaco di New York, Michael Bloomberg, almeno da quanto comunicato dalla "Heritage of Pride", l’Associazione di volontari, no-profit, che organizza a New York gli eventi del "Lesbian, Gay, Bisexual and Transgender Pride". Fu proprio l’HoP che nel 1986 introdusse nella parata il "Momento di Silenzio", in risposta alla tragedia dell’Aids. E’ l’unico "gesto" chiesto a tutti i presenti nello stesso momento. I partecipanti si fermano, in piedi, a ricordare tutti coloro che sono morti di Aids. Le musiche vengono spente e il silenzio per una volta l’anno invade i cinque chilometri della Quinta Strada.

Ma, se la Marcia rimane l’evento principale di questa settimana in cui anche l’Empire State Building si tinge dei colori dell’arcobaleno, ci sono anche altri appuntamenti da non perdere assolutamente. Primo tra tutti il "Rally" che Domenica 23 giugno si terra’ dalle 14:00 alle 18:00 al Bryant Park, sulla 6th Avenue all’altezza della 42nd Street. Uno spettacolo a cui prenderanno parte, tra gli altri, l’attore Peter Paige della serie televisiva "Queer as Folk"; l’attrice-cantante Michele Balan, divenuta famosa imitando Bette Midler; Faisal Alam dell’organizzazione di gay di fede musulmana Al-Fatiha. E, mentre durante tutta la settimana le discoteche e i bar gay della citta’ saranno un trionfo di feste e di spettacoli, piu’ o meno da vedere, domenica 30 giugno dalle 16:00 alle 23:00 ecco che le luci di Guy Smith illumineranno il Pier 53 (sul fiume Hudson all’altezza della 13th Street) per il "Dance 16", con musica che uscira’ dalla console del Dj Junior Vasquez. Danze sfrenate che continueranno ben oltre l’orario prefissato. Per chi volesse prenotare il biglietto dovra’ andare sul sito http://www.boxofficetickets.com o telefonando all’800-494-TIXS, numero che potra’ essere fatto, pero’, soltanto dall’interno degli Stati Uniti. Il costo fino al 29 giugno sara’ di $45, mentre se acquistato il giorno stesso della festa, salira’ fino a $55. In questo caso potra’ essere comprato solo recandosi da Raymond Dragon, al 130 della 7th Avenue. Per chi potesse spendere $120, ecco il "Gold Pass" che dara’ la possibilita’ di accedere all’area Vip dove sara’ attivo un open bar, e l’entrata gratis all’after party dell’Earth, fino alle 5 di mattina.

Un’ultima notizia, per chi volesse partecipare al "Gay Pride" – consiglio di non perdere la giornata del 30 giugno – ecco i nomi di due alberghi gay, per New York a buon mercato: Chelsea Pines Inn (317, West 14th Street) dove il costo di una camera doppia va dai $129 ai $189. Tel: (212) 929-1023; Colonial House Inn (318, West 22nd Street). La camera doppia in questo caso viene $165. Tel: (212) 243-9669.

I prezzi sono gia’ inclusivi delle tasse.

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Una curiosita’. L’arcobaleno, simbolo internazionale dell’orgoglio gay e lesbico, fu inventato da Gilbert Baker, di San Francisco. Nel 1978 fece realizzare alcune bandiere che sventolarono per la prima volta durante il San Francisco’s Pride dello stesso anno. La bandiera – con le sue 6 strisce orizzontali, rossa, arancione, gialla verde, blu e viola – rappresenta la diversita’, ma anche l’unita’ della comunita’ gay e lesbica. "Heritage of Pride" introdusse questo simbolo sulla East Coast nel 1986.

di Sebastiano Giannoni – da New York