L’Aula discute il testo sull’omofobia: sit in in tante città

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Arcigay lancia un appello a tutte le associazioni e i gruppi LGBT per una mobilitazione che faccia sentire la voce della comunità proprio mentre la Camera vota il...

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Martedì e Mercoledì si svolgeranno, in tante città d’Italia, presidi e sit-in davanti alla Camera e alle Prefetture. L’appello parte da Arcigay che ha chiesto la mobilitazione di tutte le associazioni Lgbt, al movimento delle donne, alle tante espressioni dell’associazionismo e del sindacato affinché martedì 4 e mercoledì 5 dicembre, siano giornate straordinarie di mobilitazione in tutto il Paese contro la violenza sessuale sulle persone lgbt e le donne.

"Dopo le manifestazioni del 16 giugno del Roma Pride e del 24 novembre contro la violenza sulle donne – si legge in una nota del presidente di Arcigay Aurelio Mancuso -, è a nostro avviso urgente esprimere nei territori la nostra determinazione perché siano assunti provvedimenti e politiche che contrastino realmente il machismo criminale, gli omicidi e le violenze contro le donne e le persone LGBT".

Mercoledì mattina la Commissione Giustizia della Camera discuterà gli emendamenti presentati allo stralcio dello stalking e dell’estensione della Legge Mancino ai reati d’odio contro le persone LGBT. E’ questa l’occasione scelta dalla maggiore associazione omosessuale italiana per convocare sit in e presidi con la collaborazione di tutti gli altri gruppi e realtà italiane. "A Roma e in tutte le città vogliamo far sentire la nostra voce – continua Mancuso –  affinché, questo pur minimo ed insufficiente provvedimento, sia approvato rapidamente sia alla Camera che al Senato".

E i fatti degli ultimi giorni, da Finale lIgure a Monza solo per citare i più recenti, sono il chiaro segno che c’è ancora molto da fare in termini di lotta alle discriminazioni e alla violenza contro le persone omosessuali e transgender. "In particolare denunciamo come anche negli ultimi giorni si susseguano episodi gravissimi di violenza omofobica, lesbofobica e transfobica – conlcude il presidente di Arcigay -. Da ultimo le vicende di Finale Ligure, dove ad un ragazzo è stata scritta sul petto la svastica e il termine gay, e Monza dove un padre che ha ucciso il proprio figlio, probabilmente a causa della sua omosessualità, ed è stato rimesso in libertà dopo solo quattro giorni di carcere. Per non parlare poi delle continue intimidazioni, discriminazioni, violenze che donne e persone LGBT continuano a subire".

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