L’Europa dice sì all’identità di genere. “Avvenire” furioso

Il comitato dei ministri di Strasburgo ha inviato al parlamento una raccomandazione sulle discriminazioni per identità di genere. Furioso il quotidiano dei vescovi: “È l’ultima invenzione dei gay”.

Una raccomandazione approvata dal comitato dei ministri di Strasburgo sollecita misure volte a combattere discriminazioni fondate sull’identità di genere e sull’orientamento sessuale. "Questo cozza con il Trattato di Lisbona della Unione Europea, nel quale – scrive il quotidiano della Cei Avvenire – il contrasto delle discriminazioni non è mai riferito alla "identità di genere", ma solo al "sesso" e all’"orientamento sessuale". "La nuova denominazione gender – continua il quotidiano dei vescovi – è l’ultima invenzione del movimento lgbt che esprime l’ideologia secondo cui il sesso è oggetto di assoluta autodeterminazione, indipendentemente dalla differenza sessuale radicata nella biologia e nella civiltà".

La raccomandazione, inoltre, afferma che le asserzioni che secondo il movimento omosessuale incitano alla discriminazione, non possono essere giustificate né’ con "valori tradizionali" né con quelli "religiosi"". In proposito Avvenire parla di "piani inclinati" che fanno scivolare sempre più giù il confine etico tra valore e disvalore: "il testo – rileva il giornale cattolico – passa dalla richiesta del riconoscimento giuridico integrale del cambiamento di sesso al diritto di sposare una persona di sesso opposto alla identità che ci si è voluti procurare. Dalla adozione dei single si slitta a quella degli omosessuali, in nome del principio di non discriminazione. Per aprire la strada, forse, come avviene nel documento di Gross, alla possibilità del partner gay di partecipare a tale adozione."

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"In nome del ‘superiore interesse’ del bambino si arriva poi a sollecitare il dovere di prendere in considerazione le coppie omosessuali in materia di responsabilità parentali. Stessa logica per la procreazione medicalmente assistita. Per raggiungere gli obiettivi perseguiti si sollecitano anche, quando ritenuto ‘appropriato’, sanzioni e obblighi di risarcimenti. Alle istituzioni pubbliche si chiede anche una sorta di arbitrato a favore del movimento gay nel confronto con organizzazioni di vario tipo (anche comunità religiose) ed ‘azioni positive’ a favore del movimento lgbt".

"Il testo – conclude Avvenire – mira a evitare discriminazioni ma pone le premesse per esiti preocupanti: adozioni, unioni omosessuali, procreazione assistita, propaganda nelle scuole".