L’ex Mr. Gay Uk confessa: «Ho subito abusi»

Dopo l’attacco dello scorso mese al collega James Parkes, il poliziotto Mark Carter ex “Mister Gay Uk” ha rivelato che la vincita del titolo l’ha reso vittima di alcuni episodi di omofobia.

Vincere un concorso di bellezza riservato ai ragazzi omosessuali non è sempre motivo di orgoglio. Per Mark Carter, infatti, vincitore dell’edizione 2006 di Mister Gay Uk, l’esposizione mediatica è stata controproducente. Lo racconta in un’intervista al sito PinkPaper.com. Nonostante la sua famiglia, gli amici e i colleghi abbiano accettato la sua natura, spesso Mark è vittima di episodi di omofobia. Il 26enne inglese si fece notare dalla stampa per la decisione di fare presa sulla giuria del concorso salendo sul palco con la sua divisa ufficiale di poliziotto e cimentandosi in un sexy strip-tease. «Spesso la gente mi ferma, mi squadra e poi mi chiede se sono il poliziotto gay – e continua raccontando un episodio di cui è stato vittima – Una volta, ero in servizio e mi stavo occupando di un episodio di violenza domestica. All’improvviso una gang mi ha circondato e ha cominciato ad offendermi dandomi del ‘finocchio’». La vicenda però non è mai stata denunciata per paura di ritorsioni e per non mettere in pericolo i suoi colleghi poliziotti.

Una rivincita però Mark sembra essersela presa. Un giorno, dopo una pausa a Brighton, ha avuto la soddisfazione di arrestare un uomo che aveva aggredito il passeggero di un treno insultandolo con termini omofobi. Davanti all’attacco subito a Liverpool dal collega James Parkes, Mark si dichiara molto arrabbiato. Ad aggredire l’uomo, questa volta, un gruppo di oltre 20 persone. L’ex-Mr. Gay Uk ha inviato un messaggio di solidarietà alla famiglia della vittima, dicendosi sicuro che le indagini riusciranno a fare giustizia. Il suo, però, è anche il messaggio di chi guarda al futuro con ottimismo. Mark infatti crede che i tempi siano cambiati e che molte persone si stiano movendo nella giusta direzione: «Persone come queste dovrebbero incoraggiare le altre a fare lo stesso – dice il bel poliziotto, e conclude -, dobbiamo batterci per ciò che è giusto»

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