L’India pensa a centri per “riportare i gay alla normalità”

Il ministro allo sport: “Li addestreremo e daremo loro dei farmaci, come con gli alcolisti

Anand Grover

Anand Grover

L’india starebbe per aprire centri “specializzati” dove sottoporre i giovani gay e giovani lesbiche a terapie riparative per “portarli alla normalità”. Lo avrebbe dichiarato il ministro indiano dello Sport e della Gioventù, Ramesh Tawadkar (nella foto in alto), secondo quanto riporta TGcom24. Il piano riguarda lo stato di Goa ed è stato presentato durante una conferenza stampa che illustrava i programmi della regione per i giovani.

“Riporteremo i membri della comunità Lgbt alla normalità – ha dichiarato il ministro -. Creeremo per loro appositi centri, come quelli per gli Alcolisti Anonimi. Li addestreremo e daremo loro farmaci”. Non si sono fatte attendere le reazioni della comunità lgbt indiana. Anand Grover, avvocato e storico attivista per i diritti delle persone gay, lesbiche, bisessuali e trans ha risposto al ministro con una battuta: “Farebbe bene a farsi fare un controllo per verificare la sua normalità”. L’india ha da poco ripristinato la legge che criminalizza l’omosessualità.

Contro le posizioni del governo indiano si è espresso anche il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon. “Io sono orgoglioso di essere a favore dell’uguaglianza di tutte le persone, comprese quelle lesbiche, gay, bisessuali e transgender – ha dichiarato -. Ne parlo perché leggi che criminalizzino relazioni consensuali tra adulti dello stesso sesso violano i diritti di base della privacy e la libertà dalle discriminazioni. Anche se non sono applicate, queste leggi nutrono l’intolleranza”.

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