L’Italia gay ricorda i 150 anni dell’Unità

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Nel 1861, anno dell'Unità d'Italia, vennero abolite le punizioni per gli atti omosessuali. Celebrazioni per i 150 anni nella Gay Street, a Napoli e poi nell'ambito del Torino...

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Nonostante avessero finito non da troppo tempo di confrontarsi coi problemi dell’adolescenza i giovani italiani (che in realtà italiani non erano ancora) si trovavano già lì, sul campo e con un’idea ambiziosa in testa: unire gli stati della penisola per far sì che il Re potesse proclamare lo stato nazionale italiano. Qualcuno di loro era gay? Sicuramente, almeno se ci affidiamo alla statistica. Su 1000 camice rosse garibaldine, ad esempio, come minimo ci dovevano essere 50 camice rosa. Ma ragionare con la mentalità contemporanea secondo cui che vorrebbe traccia storica dell’orientamento sessuale è irreale. Ci riflette però Natalia Aspesi sulle pagine di Repubblica mentre il mensile Pride scrive una sorta di cronistoria citando esempi concreti.

Ma com’era vissuta nell’epoca risorgimentale l’omosessualità? Non bene, di sicuro. Eppure l’unione dell’Italia portò un indubbio vantaggio alle popolazioni degli staterelli che componevano la penisola prima del 1861: l’estensione a tutte le popolazioni preunitarie del codice napoleonico. Il testo aboliva le punizioni fino ad allora in vigore per gli atti omosessuali fra maschi (le lesbiche erano semplicemente ignorate, inesistenti). Faceva eccezione il Regno delle due Sicilie in quanto l’omosessualità veniva considerata un "carattere particolare delle popolazioni meridionali".

Ricorderanno anche questo i due portavoce dell’Europride di Roma Paolo Patanè e Rossana Praitano, quando alle 23 di questa sera, nella gay street di via di San Giovanni in Laterano celebreranno i 150 anni della Nazione. "Sarà l’occasione per ribadire che gay, lesbiche e trans partecipano convintamente ai festeggiamenti per celebrare l’Unità di un Paese di cui sono parte attiva e visibile e che hanno già piena cittadinanza e piena parità di diritti nella Costituzione".

Al teatro San Carlo di Napoli, invece, imperdibile l’esibizione di Roberto Bolle nel ruolo di Romeo per I duelli di Romeo e Giulietta, tratto da Romeo et Juliette di Hector Berlioz. Su RaiUno a mezzanotte ci sarà un collegamento direttamente col ballerino. Dovremo aspettare ancora due mesi, invece, per vedere a Torino nell’ambito della 26ª edizione del Torino GLBT Film Festival – "Da Sodoma a Hollywood" (dal 28 aprile al 4 maggio) la rassegna Vintage: Italia 150, il nostro Risorgimento, una proiezione di pellicole con una particolare rilevanza storica per la cinematografia lgbt.

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