L’OMOFOBIA SCATENA LA CRISI

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Il sindaco di Battipaglia interviene sulle offese omofobe a Pasquale Quaranta: "I gay dovrebbero stare nei loro spazi". Proteste piovono anche dal capogruppo di Forza Italia.

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SALERNO – Potrebbe addirittura portare a una crisi nel Comune di Battipaglia la vicenda delle affermazioni omofobe subite dal giornalista collaboratore di gay.it Pasquale Quaranta. Alfredo Liguori, sindaco di Forza Italia del comune campano, infatti, aveva rilasciato ai giornali locali dichiarazioni in cui condannava il fatto che i gay debbano «ostentare la loro natura» in pubblico. Le affermazioni, oltretutto, sono state sostenute anche da Giovanni Capodanno, leader del Centro Sinistra ed ex candidato sindaco contro Liguori nelle scorse elezioni amministrative, secondo il quale «non v’è dubbio che può dare un certo fastidio assistere a due omosessuali che si scambiano delle effusioni sotto l’ombrellone».
Molti esponenti del mondo gay, tra cui il presidente nazionale Arcigay Sergio Lo Giudice e Giovanni Felice Mapelli del Centro Studi Teologici di Milano, hanno giudicato estremamente offensive le esternazioni dei due uomini politici di Battipaglia, e pesanti critiche al sindaco sono giunte anche dal capogruppo di Forza Italia al Consiglio Comunale, Fabio Citro, che accusa Liguori di avere «una mentalità retrograda e fascista» e lo invita a non intervenire più in certe questioni, «avendo già dimostrato la sua incompetenza e incapacità in merito». Lo scontro, accesissimo, tra maggioranza e primo cittadino, sarà a breve sul tavolo del Consiglio Comunale, chiamato a discutere proprio delle affermazioni di Liguori.
Tutto è cominciato quando Pasquale Quaranta, intervenuto a un convegno organizzato da una delle testate con cui collaborava, si è trovato testimone involontario di alcune pesanti battute rivolte verso le persone omosessuali. Quaranta, che è anche attivista nel circolo di iniziativa gay salernitano, ha scelto di non tacere: «Ho semplicemente ricordato ad una persona adulta di avere rispetto per gli omosessuali, raccontando la mia testimonianza» riferisce il giovane giornalista, che ha raccontato in prima persona l’episodio proprio dalle pagine di Gay.it (clicca qui).
Mentre arrivavano numerosi messaggi di solidarietà a Quaranta, i giornali locali approfondivano i retroscena della vicenda. Interrogato sul caso dal giornalista Carmine Galdi, che gli chiedeva quale sarebbe stata la sua reazione a vedere due maschi o due donne che si scambiano delle effusioni amorose come di solito si assiste tra coppie eterosessuali, il sindaco di Battipaglia Alfredo Liguori rispondeva: «Non mi sento di condividere tale comportamento, troverei enorme difficoltà e disagio a guardare una tale scena. Sarebbe opportuno che i gay si trovassero un loro spazio, senza necessariamente ostentare la loro natura». L’articolo continua con le dichiarazioni di Giovanni Capodanno, leader del Centro Sinistra, che afferma: «Sono estremamente rispettoso delle diversità, tutte, ma sono contro qualsiasi tipo di esibizionismo soprattutto quando ciò possa determinare disagio alla collettività».
Sergio Lo Giudice si è detto «sconcertato delle dichiarazioni del sindaco di Battipaglia sul caso Quaranta. Che il sindaco consideri un “disagio sociale” la visibilità delle persone omosessuali è un grave segno di arretratezza culturale. Che alle sue parole facciano eco quelle, analoghe, del leader del centrosinistra desta serie preoccupazioni. Mentre l’Unione Europea impone agli stati membri di combattere le discriminazioni contro gay e lesbiche, una classe politica disinformata e bigotta mantiene Battipaglia ancorata agli anni ’50».
«Quando il Sindaco arriva a paventare per i gay “un loro spazio…” non si capisce dove voglia andare a parare, forse verso una sorta di campo di internamento, di ghetto?» A domandarselo è Giovanni Felice Mapelli del Centro Studi Teologici, che definisce le parole di Liguori «il residuato di una mentalità clerico-fascista che è sempre più minoritaria anche dentro la Chiesa».
Esprime rammarico anche l’A.GE.D.O. Associazione di Genitori e amici di Omosessuali, che si vede «costretta a constatare come ancora non esista rispetto verso i propri figli e, di conseguenza, verso le proprie famiglie, neppure da parte di chi dovrebbe produrre cultura, poiché ancora vittime di volgari pre-giudizi popolari».
«Sento il dovere morale di chiedere scusa a tutti gli omosessuali pesantemente offesi dal nostro sindaco – replica oggi a Liguori, Fabio Citro dalle colonne del Salernitano – Esprimo piena solidarietà in particolare al giornalista Pasquale Quaranta, oggetto di ripetute e gravi offese da parte di Liguori a causa della sua omosessualità. La dignità delle persone non si misura in base alla sessualità, ma in base ai sentimenti e ai valori, come l’amore, che sia etero o omosessuale».

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