L’Uganda approva la legge anti-gay: ergastolo per gli omosessuali

Nonostante il primo rifiuto del presidente Museveni, dovuto alle pressioni internazionali, il capo dello stato africano ha firmato il testo rinviato dalle Camere: “Non ci sono prove che si nasca gay”.

La legge anti-gay ugandese è ormai una realtà. Il presidente Yoweri Museveni l’ha firmata oggi. Nonostante quanto annunciato lo scorso gennaio, infatti , quando Museveni disse di non volere firmare la norma, condizionato delle pressioni internazionali dei paesi che minacciavano di sospendere gli aiuti in caso di entrata in vigore del testo, alla fine il presidente ha ceduto all’omofobia del suo parlamento.

Museveni ha affermato che secondo alcuni scienziati del suo paese, non esistono prove del fatto che alcune persone nascano omosessuali. Questo, probabilmente, secondo il presidente significa che essere gay è una scelta e in quanto tale condannabile e perseguibile da una delle più feroci leggi attualmente presenti nel mondo. Museveni ha anche chiesto agli Usa di aiutare i suoi ricercatori per scoprire se davvero c’è una componente genetica nell’omosessualità.

Dall’estero arrivano condanne forti contro la nuova legge ugandese. Se Obama s’è detto “molto dispiaciuto”, Desmond Tutu, arcivescovo sudafricano, ha paragonato la nuova norma al nazismo e all’apartheid. “In Sud Africa la polizia dell’apartheid era solita irrompere nelle camere da letto in cui su sospettava che bianchi e neri potessero facessero l’amore fra di loro – ha dichiarato Tutu -. È stato umiliante per coloro il cui unico “crimine” era quello di amarsi, ma è stato umiliante per i poliziotti? E quella era una macchia vergognosa della nostra intera società […] La storia è costellata di tentativi di legiferare contro l’amore o il matrimonio sulla base di casta o razza, ma non vi è alcuna base scientifica o razionale nell’amore, così come non vi è alcuna giustificazione scientifica per il pregiudizio e la discriminazione. E non vi è alcuna giustificazione morale. La Germania nazista e l’apartheid in Sud Africa sono testimonianze di questo”.

Il testo approvato in Uganda, che inizialmente prevedeva la pena di morte, contempla la possibilità di condannare le persone gay all’ergastolo.

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Come fa sapere l’associazione Certi Diritti, intanto, le ONG locali chiedono “una moratoria affinché la legge non colpisca le politiche sanitarie nazionali a detrimento delle persone lgbti, non accresca la brutalità della polizia e non interrompa il lavoro delle ONG”. L’associazione radicale, poi, chiede che il governo italiano al Governo italiano “riconosca il diritto di asilo ai richiedenti LGBTI Ugandesi e a tal proposito, chiediamo di inviare all’ambasciata italiana in Uganda una comunicazione formale, che autorizzai il rilascio dei visti a ogni richiedente LGBTI Ugandese che si senta in pericolo”.