La Banca Mondiale blocca i fondi all’Uganda: “Niente discriminazioni”

E’ forse la prima volta che la Bamca Mondiale prende posizioni sulla politica di un paese. Adesso Museveni dovrà fare i conti con un taglio drastico. E i diplomatici stranieri gli scrivono.

L’Uganda non dovrà rinunciare solo agli aiuti economici dei paesi stranieri, per via della sua legge contro gli omosessuali. Stando a quanto riporta l’autorevole The Guardian, infatti, la Banca Mondiale ha rinviato un prestito di 90 milioni di dollari previsto per il paese di Museveni.

“Abbiamo posticipato il progetto per sottoporlo ad una ulteriore revisione – ha spiegato un portavoce della Banca Mondiale al Guardian – per assicurarci che gli obiettivi di sviluppo non vengano negativamente influenzati da questa nuova legge”.

Come sottolinea Towleroad, non è una mossa abituale per l’istituto, che di solito evita di intromettersi in questioni politiche. Ma il presidente Jim Yong Kim ha inviato una lettera a tutto lo staff in cui ricorda che la Banca Mondiale rifiuta ogni forma di discriminazione e proteggerà la sicurezza di tutti i suoi dipendenti.

Il presidente ha poi ricordato che quello dell’Uganda non è il solo caso e che altri 83 paesi hanno leggi che criminalizzano l’omosessualità e che sono più di 100 quelli che discriminano le donne.

“Nei prossimi mesi avremo un’ampio confronto sulle discriminazioni con lo staff, la direzione e il consiglio – ha aggiunto Jim Yong Kim -. E’ giunto il momento per affrontare questa conversazione”.

Intanto, al governo ugandese arrivano anche le proteste formali delle rappresentanze diplomatiche dei paesi dell’Unione Europea, degli Usa e dell’Australia. In una lettera firmata da amasciatori e consoli si legge: “Noi firmatari siamo profondamente preoccupati e delusi per la promulgazione dell’Anti-Homosexuality Bill. Crediamo fermamente che tutti gli esseri umani condividano gli stessi indivisibili diritti. La legge contro l’omosessualità contraddice questo principio universale e l’obiettivo ugandese di proteggere i diritti umani fondamentali di tutti i suoi cittadini.

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Vogliamo ricordare al governo ugandese i suoi obblighi costituzionali e internazionali sui diritti umani. Avendo ratificato la African Charter of Human and Peoples’ Rights, oltre che l’ International Covenant on Civil and Political Rights, l’Uganda è obbligata a garantire i diritti umani infranti dalla legge contro l’omosessualità”.

Seguono le firme di tutti i diplomatici, compreso l’ambasciatore italiano Stefano A Dejak.