La Curia a don Inzoli: “Inopportuno partecipare a quel convegno”

Accusato di pedofilia, ha ignorato le richieste del Papa: disappunto del vescovo di Crema

Perfino la Curia bacchetta don Mauro Inzoli, il prete accusato di pedofilia, noto con il nomignolo di “don Mercedes” per lo stile di vita che conduce, che ha partecipato all’ormai famigerato convegno dello scorso 17 gennaio a Milano. Una presenza scomoda per tutti, quella del don lombardo. Il presidente della Regione Roberto Maroni aveva tentato, senza riuscirci, di negare di averlo mai conosciuto, mentre il prete si era difeso sostenendo di essere libero di potere andare dove voleva. Ma la Diocesi di Crema, sotto la cui giurisdizione Inzoli ricade, non la pensa allo stesso modo. In un comunicato ufficiale ripreso da Repubblica, il vicario generale monsignor Franco Manenti scrive a nome del vescovo dicendo che “in seguito all’infelice scelta da parte di don Mauro Inzoli di partecipare al convegno indetto presso la sede della Regione Lombardia a Milano, sabato 17 gennaio 2015, notizia subito clamorosamente rimbalzata sui massa media locali e nazionali, la diocesi di Crema, attraverso il suo vescovo, ha espresso a don Mauro il suo fermo disappunto, giudicando la presenza a tale convegno del tutto inopportuna, in contrasto con la raccomandazione offertagli da parte della congregazione per la Dottrina della fede di ‘vivere una vita di preghiera e di umile riservatezza, come segno di conversione e di penitenza’”.

Come gay.it aveva già riportat o, infatti, era stato lo stesso papa Bergoglio a imporre a don Inzoli una vita ritirata a seguito delle accuse di pedofilia che lo avevano riguardato. Disposizioni che il prete non ha rispettato partecipando al convegno “Difendere la famiglia per difendere la comunità”.

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Intanto, nei giorni scorsi Don Mauro era caduto nella trappola della Zanzara. Un finto Papa Bergoglio gli ha telefonato chiedendo spiegazioni sulla sua presenza al convegno. E lui risponde che è andato perché invitato da “una famiglia, amici della Costanza Miriano”. Ecco la telefonata.

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