La ferocia di Facebook su GAY.tv

Il portale gay denuncia: eliminati 4 redattori su 5. Cancellata la fanpage. Tutto poche ore dopo l’aggressione a Silvio Berlusconi.

GAY.tv non ha mai amato l’attuale Governo, e non ha mai nascosto di non condividere molti aspetti della condotta politica ed etica del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. In questi ultimi mesi, in modo particolare, GAY.tv si è posta in maniera critica nei confronti di una maggioranza che si è, a nostro parere, resa partecipe di un clima di omofobia, discriminazione e violenza contro la comunità  lgbt, a livello legislativo e sociale. GAY.tv ha criticato e non mancherà di criticare in futuro le azioni della classe politica che mettono in pericolo la laicità dello Stato, nonché il diritto al riconoscimento di pari dignità e tutela a tutti i cittadini, a prescindere dal loro orientamento sessuale.

La posizione di GAY.tv rispetto al governo Berlusconi è sempre stata trasparente, ma soprattutto è sempre rimasta chiaramente ascritta all’interno di quella imprescindibile linea di confine che distingue la critica dissidente dalla violenza e dall’odio.

Tuttavia, nel clima febbrile che ha contraddistinto i giorni seguenti all’aggressione al Presidente del Consiglio questa fondamentale differenza è venuta meno. Il dibattito politico e mediatico ha sottolineato l’emergenza di eliminare i gruppi nati su Facebook a sostegno di Massimo Tartaglia, per arginare la deriva d’odio legata al suo gesto inqualificabile. A fare le spese di tutto ciò è stata anche GAY.tv, la cui fan page su Facebook è stata oscurata dal social network, unitamente ai profili PERSONALI degli amministratori, 4 membri su 5 della redazione. La sensazione è quella che si sia instaurato un pesante clima di reazione; tale reazione sembra tradursi nell’azione di una task force di persone che in queste ore si sono occupate di segnalare come "abuso" alcuni i gruppi, pagine e profili giudicati potenzialmente critici, compresi quelli (come la fan page di GAY.tv) che avevano decisamente condannato un gesto da cui non ci sentiamo nemmeno di prendere le distanze, tanto giudichiamo deprecabile, incivile e non democratico (nonché compiuto da uno psicolabile). Sembra tuttavia che Facebook abbia preso atto, come da prassi, di queste presunte segnalazioni di abuso. Il risultato è l’oscuramento della pagina GAY.tv e dei profili degli amministratori. Non esistendo alcuna motivazione specifica per bloccare la visibilità di GAY.tv sul social network (ribadiamo che non è stato espresso alcun sostegno a Massimo Tartaglia), la rimozione della nostra pagina e dei nostri profili non può che configurarsi in una definizione: censura preventiva.

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E tale censura è praticata facendo di tutta l’erba un fascio, accumunando GAY.tv ai gruppi Facebook inneggianti alla violenza, mettendo sullo stesso piano l’informazione critica e i fan invasati dall’odio.

GAY.tv ha sempre fatto sentire la sua voce per criticare quello che non condivide di un Governo e di un Premier. E continuerà a farlo. Da oggi sappiamo che Facebook non è dalla parte della libera stampa.

di Redazione di Gay.TV