La Lombardia è la regione più omofoba d’Italia, secondo Twitter

Circa 2 milioni di tweet analizzati per comporre la mappa delll’omofobia e della misoginia

La regione più omofoba d’Italia? La Lombardia. O almeno questo è il dato che emerge dai tweet analizzati dal progetto Vox, Osservatorio Italiano sui Diritti, che ha analizzato 110.774 cinguettii che prendono di mira le persone lgbt. Realizzato insieme all’Università degli Studi di Milano, alla Sapienza di Roma e all’Università di Bari, lo studio ha preso in considerazione, in totale, 1.800.000 tweet che contenevano insulti verso gay, lesbiche, trans, donne, migranti, disabili ed ebrei. I messaggi sono stati divisi per geolocalizzazione consentendo così di realizzare una mappa che individua, così, le aree del Paese da cui arrivano più tweet discriminatori e offensivi. Una mappa analoga è stata realizzata per illustrare la misoginia sul social network, ovvero le discriminazioni nei confronti delle donne.

Tornando all’omofobia, nella classifica delle regioni peggiori, dopo la Lombardia, si piazzano il Friuli e la Campania seguite da Puglia, Sardegna e Calabria. L’omofobia, su Twitter, si concentra soprattutto sugli uomini gay. Come sa chi frequenta i social network, i messaggi discriminatori utilizzano sempre insulti a sfondo sessuale, in cui ad essere denigrati sono i corpi di donne e persone lgbt.

Contro i gay, l’insulto più frequente su Twitter è “frocio” seguito da “checca”, “pervertito” e “finocchio”. Le co-occorrenze emerse analizzando i tweet, cioè le parole più frequentemente associate a quelle principalmente rilevate, rivelano che le più frequenti sono quelle «con parti anatomiche, ritenute “basse” e spregevoli, a rafforzare insulti e pregiudizi».

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Come ha spiegato Vittorio Lingiardi, docente di psicologia alla Sapienza e consulente scientifico della ricerca, alla 27esima Ora, il denominatore comune tra i due fenomeni è il machismo. «Il tweet misogino od omofobo replica la logica del bullo in versione 2.0 — spiega Lingiardi —: il debole incapace di affrontare la propria debolezza si trasforma in prepotente e fa il forte con chi percepisce come ancora più debole». «Sono saltate le opposizioni tradizionali maschio/femmina, forte/ debole, attivo/passivo – conclude lo psichiatra. Si è attaccano gli altri perché si è incapaci di fare fronte a queste trasformazione. O come diceva Cesare Pavese: “si odiano gli altri perché si odia se stessi”».

La mappa è destinata alle amministrazioni locali “che potranno agire concretamente con progetti mirati sul territorio”, come si legge sul sito di Vox.

Ecco la mappa completa dell’omofobia su Twitter. (Per vederla ingrandita, cliccate qui )

Ecco, invece, la mappa della misoginia. Come si vede, le zone da cui provengono la maggior parte dei tweet misogini e discriminatori contro le donne, coincidono con quelle a più alto tasso di omofobia. (Per vedere la mappa ingrandita, cliccate qui )