LA MORTE TI FA GAY

Erano o non erano omosessuali? Alessandro Magno, Leopardi, Gogol, Nietzsche, Freud, san Giovanni Bosco. E tra i vivi? Chi si svela e si rivela?

Qualche sera fa ho assistito, in un caffè, ad una discussione di questo tenore tra due omosessuali: “Ehi lo sai che anche Leopardi era gay?

Anche Montgomery Clift è una sorella. Greta Garbo era lesbica ed erano dei nostri anche lo scrittore Gogol e Freud.”. Pian piano, forse anche a causa del buon gin che veniva servito abbondantemente i due incominciarono a sparare proprio alto: “Ti giuro che Andersen quello che ha scritto la fiaba del brutto anatroccolo era gay insieme ad Achille, l’eroe dell’Iliade, Nerone e Nietzsche vediamo se te ne ricordi altri” e l’altro ribattè “E va bene io dico che era finocchio pure Giovanni Della Casa quello che ha scritto Il Galateo e che era lesbica Margherite Yourcenar che ha scritto Memorie di Adriano, gay pure lui che andava a letto con Antinoo, ma a questo punto mi devi offrire le prove che lo siano effettivamente stati sennò posso benissimo sostenere che Gesù Cristo e i suoi apostoli fossero il primo nucleo di militanza gay!”.

La dotta discussione terminò più o meno qui. Entrambi ricordavano per sentito dire quella sfilza di nomi ma se uno non avesse chiesto le prove all’altro probabilmente sarebbero ancora a snocciolare presunti nomi di gay famosi. Ma avremo mai la certezza che il personaggi citati lo siano stati veramente?

I due volumi del testo Who’s Who in gay & lesbian History di Robert Aldrich e Garry Waterspoon

finalmente ci offrono una risposta esauriente ed efficace alla nostra domanda perché, in novecento pagine, raccolgono ed elencano più di cinquecento celebrità gay dall’antichità ai giorni nostri offrendone per ogni celebrità una bibliografia. Una vera enciclopedia di gay o se volete la bibbia per chi vuole argomenti indubitabili per sostenere una discussione equilibrata come quella dei due omosessuali o ancora un testo irrinunciabile per gli storici, i giornalisti i tesisti e gli studiosi della sessualità.

Il lettore attento potrebbe obbiettare che sia impossibile avere dati certi su personaggi storici vissuti molto tempo fa perché la storia, ricchissima di falsi, insegna che l’omosessualità è stata spesso utilizzata per gettare discredito su questo o quel personaggio famoso attraverso accuse prive di fondamento.

Questo è indubitabile ma ben venga un elenco di gay famosi se sia gli storici che gli autori di bibliografie contemporanee non inseriscono mai nei loro lavori nemmeno accenni al fatto che un personaggio fosse gay o meno. Tra gli esempi paradossali di questo andazzo ricordo la negazione di un noto giornalista della Stampa che il pittore Sodoma, di nome e di fatto ve lo assicuro io, preferisse i giovanotti o ancora il supplemento cultura della domenica de “Il Sole 24 Ore” che in una breve biografia dello scrittore Mishima (foto) e in una del patriota Settembrini celava totalmente l’evidenza che i due fossero attratti più dagli uomini che dalle donne.

Per evitare madornali errori il Who’s Who in gay & lesbian History ha evitato di inserire nomi se frutto di semplici dicerie non supportate da un valido lavoro di ricerca.

Nella discussione da cui siamo partiti tutti i personaggi citati erano omosessuali tranne Gesù Cristo, di cui qualche storico nega addirittura l’esistenza, che nel testo non è citato, ma che, per esempio, figurava in una vecchia e poco informata raccolta di gay celebri Homosexuels & Lesbienne Illustres di Pierre Duroc alla voce Jésus inserito perché viveva una vita errabonda insieme a dodici giovani uomini…è in realtà troppo poco per affermare che l’eroe del nuovo testamento fosse gay. Lo stesso testo cita anche sbagliando D’Annunzio che certamente subì il fascino maschile ma che era indubitabilmente amante della Duse e Dante Alighieri che non sembra proprio avere scelto Virgilio come guida della divina commedia perché era un sodomita! Who’s Who, al contrario, è decisamente più completo e selettivo.

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A questo punto mi chiederete a gran voce però i nomi degli omosessuali famosi. Sarebbe impossibile citarli tutti e molti, soprattutto quelli più antichi sono ai più perfetti sconosciuti. Ne citerò alcuni che mi aiuteranno a sfatare anche alcuni stereotipi sull’omosessualità.

Il primo stereotipo che questa raccolta ci permette di sfatare è quella che vuole che gli omosessuali maschi siano tutti parrucchieri, o meglio, che si dedichino a lavori più femminili.

La nostra antologia presenta omosessuali che svolgono i lavori più disparati.

Nerone faceva l’Imperatore, Aldo Mieli (tra i primi attivisti gay italiani) l’operaio, Thomas Mann (foto) e il figlio Klauss Mann oltre ad essere entrambi omosessuali erano entrambi scrittori, Benvenuto Cellini era uno scultore mentre Sir Richard Burton faceva l’esploratore, Cecil Beaton era fotografo, Agatone un drammaturgo greco e Giulio III è stato papa dal 1550 al 1555 che finì agli onori delle cronache per uno scandalo di sodomia, Filippo IV il Bello che faceva il re di Francia e così via. E’ evidente che molte delle occupazioni svolte da queste celebrità si rivolgono ad un ambito prettamente artistico. E’ chiaro che in questa raccolta ci sia una preponderanza di fotografi, pittori e scrittori che hanno lasciato numerosa documentazione in merito ai loro gusti sessuali. Vi assicuro che nella storia esiste l’evidenza di ciabattini gay, soldati gay, e chi più ne ha più ne metta ma questo testo non poteva elencare tutti gli omosessuali che la storia ricordi.

Oltre a questo il testo palesa anche, finalmente, che non tutti gli omosessuali fossero estremamente ricchi. Era poverissimo lo scrittore inglese Frederik Rolfe che visse a lungo a Venezia ove morì e fu seppellito a spese della città era ricchissimo l’industriale tedesco Krupp che possedeva vaste acciaierie e che si suicidò per uno scandalo gay occorsogli a Capri.

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Il secondo stereotipo che questo libro ci permette di sfatare e che tutti gli omosessuali siano belli.

Tra gli omosessuali possiamo annoverare Luigi II di Baviera giovane dagli occhi chiarissimi e dall’ovale perfetto che ebbe una relazione con il musicista Wagner (foto) e che invecchiando impazzì e fu rinchiuso in una torre, ma anche Socrate amante di Alcibiade. Il primo, e i numerosi busti in marmo che lo ritraggono ne danno testimonianza, era molto poco attraente ma dentro, e la filosofia ce lo insegna, aveva un tesoro. Il secondo al contrario doveva essere uno dei ragazzi più affascinanti di Atene.

Altro stereotipo che potremmo sfatare è quello che vuole che tutti gli omosessuali siano sensibili.

E va bene che abbiamo avuto San Giovanni Bosco, citato a p.61 del testo, che era molto attento alla marginalizzazione sociale dei giovani e alla criminalità adolescenziale ma abbiamo anche Alessandro il Grande, Re di Macedonia nel 336, che da ottimo stratega e generale invase l’Asia Minore e la conquistò armi in pugno. Era un valoroso soldato che non indietreggiava di fronte alla battaglia ma era tutto fuorché sensibile. Gli diamo merito di una sensibilità: quella per gli uomini virili.

Ultimo stereotipo che vorrei sfatare è che tutti gli omosessuali siano intellettuali e acculturati. E’ vero, è dei nostri l’uomo più scandaloso di tutti i tempi, Oscar Wilde di cui nessun omosessuale può ignorare l’esistenza e i cui aforismi sono giochi perfetti dell’intelletto e insieme a lui sono molto celebri numerosi scrittori come Gide, Cocteau e gli italianissimi Pasolini e Arbasino che non abbisognano di prove per dimostrare quanto siano preparati culturalmente. Tra gli stupidi purtroppo in questa antologia non ho trovato nessuno da elencarvi. Che gli stupidi non passino alla storia? Comunque vi do la mia parola che ce ne sono stati e molti e mi viene in mente Joe Dallessandro attore e modello di Andy Wharol che dietro ad un corpo da favola probabilmente non nascondeva una vasta cultura. Bastava il corpo…

Da ultimo vi suggerisco il nome di alcuni gay italiani famosi. E dovesse capitare di parlarne con gli amici farete un figurone: De Pisis Filippo fece il pittore e visse molto in Francia ove dipinse anche i giovani che portava nella sua camera in affitto, Caravaggio dipinse modelli maschi molto sensuali come nei suoi quadri Bacco attualmente agli Uffizi e Il Suonatore di Liuto al Louvre, Giulio Cesare che non abbisogna di presentazioni ma è ricordato anche come “moglie di tutti i mariti” romani, Michelangelo, Aldo Mieli da non confondere con Mario Mieli primo militante gay italiano e altri tanti altri.

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Alla fine di questo lungo elenco è possibile chiederci che senso abbia l’esistenza di compendi che raccolgono gay famosi.

Qualcuno usando l’elenco come un arma potrebbe cercare di dare maggiore tono e valore alla sua esistenza di gay comune. A mio parere è un grave errore. Nessuno di noi è, per ora, Busi (foto) o gli Abba o Montagne e se lo fosse troverà posto in un Who’s Who pubblicato tra qualche decennio.

Per ora questa lista soddisfa innanzi tutto la nostra legittima curiosità di conoscere chi ha un vissuto tanto tempo fa in modo anche molto simile al nostro. E’ un dato di fatto inoltre che ci si trovi molto meglio fra ‘diversi’ ma simili.

di Stefano Bolognini