La notte di Madonna con la stripper Baby

Madonna andò in uno strip club e ne uscì accompagnata da una spogliarellista di nome Baby: lo sostiene l’ex-manager del locale durante un processo contro l’attuale proprietario.

Madonna è stata citata in aula come una delle celebrità che frequentavano il Gold Club, un locale a luci rosse di Atlanta, in Georgia, da un testimone al processo contro il proprietario del club, Steve Kaplan. Questi affronta accuse, insieme con altre sei persone, di sfruttamento della prostituzione e di associazione mafiosa.

L’esclusivo strip club era un ritrovo di una serie di compioni dello sport americano, ad alcuni dei quali Kaplan è accusato di aver offerto sesso in cambio della gradita preferenza.

Madonna è stata nominata in aula come una dei Vip frequentatori del locale dall’ex-manager del club, George Kontos, mentre rendeva testimonianza al processo in Atlanta ieri, secondo quanto è riportato dall’ Atlanta Journal-Constitution. Kontos, che è stato il manager del club dal 1994 al 1996, ha raccontato alla corte che Madonna una volta ha chiesto se poteva andare via con una ballerina, conosciuta col suo nome d’arte di Baby. Il portavoce della cantante ha detto che Madonna non è stata ad Atlanta "per anni e anni, per cui non credo che ciò sia potuto accadere". Ma ha aggiunto: "Comunque, non so se si tratta di qualcosa di cui Madonna dovrebbe vergognarsi".

Kontos ha anche citato l’attore Stephen Baldwin, che ha interpretato Barney nei Flingstones, come uno dei frequentatori del club. Kontos ha raccontato che una volta, nel periodo tra il 1994 e il 1996 in cui l’attore frequentava il club, venne portato in una stanza privata e disse allo staff "che non avrebbe avuto da ridire" se gli fossero stato offerti favori sessuali. Una ballerina venne portata nella stanza e Kontos rimase in piedi con le spalle alla stanza per proteggerlo dagli sguardi, ma quando guardò al di sopra della sua spalla vide l’attore e la ballerina impegnati in "attività sessuali".

Kaplan e i suoi sei co-imputati, negano le accuse inclusa la prostituzione, la frode di carte di credito e l’estorsione. L’accusa sostiene che Kaplan pagò delle spogliarelliste per fare sesso con i ricchi e famosi clienti, al fine di tenere una clientela di alto livello nel suo locale. Sostiene inoltre che il club, che incassava più di 140.000 dollari a settimana, era "protetto" dalla famosa famiglia mafiosa di New York Gambino, che era una volta guidata da John Gotti.

di Gay.com UK