La Nuova Zelanda riconosce unioni civili gay

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Le coppie gay e lesbiche sono in festa da ieri sera in Nuova Zelanda, dopo aver conquistato dal parlamento il diritto a formare unioni civili.

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Le coppie gay e lesbiche sono in festa da ieri sera in Nuova Zelanda, dopo aver conquistato dal parlamento il diritto a formare unioni civili. Dopo un lungo e sofferto dibattito, il parlamento monocamerale di Wellington ha promulgato il controverso Civil Union Bill, che riconosce anche le unioni fra persone dello stesso sesso e anche fra uomini e donne che non vogliono sposarsi.
La legge e passata con un ‘voto di coscienza’ (non legato alle direttive di partito), 65 a 55. E stata respinta la richiesta dei deputati piu conservatori, di sottoporre la questione a referendum.
Le nuove norme, in vigore dal prossimo aprile, consentono alle coppie dello stesso sesso ed a quelle de facto di tenere cerimonie per formare unioni civili che saranno legalmente riconosciute. Le coppie non sposate avranno gli stessi diritti di quelle coniugate, in aree come laffidamento dei figli, le tasse e la previdenza sociale, mentre il matrimonio continua ad essere coperto da leggi separate.
Negli ultimi mesi la proposta di legge aveva scatenato un acceso dibattito nel parlamento e nel paese dividendo la popolazione in parti uguali, nei sondaggi, tra favorevoli e contrari. Preoccupati questi ultimi che le nuove norme avrebbero indebolito listituzione del matrimonio.
Il promotore della legge, il laburista David Benson-Pope, ha pero negato che le nuove norme costituiscano una minaccia alla famiglia. ”Le unioni civili offrono unalternativa a quelle coppie che non hanno la possibilita di sposarsi o preferiscono non farlo”, ha dichiarato.
Il ministro dellAmbiente Chris Carter, che gia prepara ununione civile con il suo partner non appena la legge entrera in vigore, ha detto in parlamento che ”si sta creando la storia…Avremo finalmente unopportunita che ci e sempre stata negata”.
L’annuncio della votazione, ieri sera, e stato accolto con applausi ed acclamazioni in aula dalla maggioranza dei parlamentari e del pubblico in galleria, e fuori delledificio con baci e abbracci da centinaia di attivisti che si erano raccolti in attesa del voto.

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