La polizia impedisce il bacio gay davanti al Papa

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Le forze di polizia hanno disperso gay e lesbiche che avevano programmato una "Besada Popular" al passaggio della papamobile. Il bacio si è tenuto lo stesso, ma un...

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Il Papa è arrivato a Madrid per aprire la Giornata Mondiale della Gioventù. Nella capitale spagnola, ad accoglierlo, oltre ai papa-boys c’erano però laici, atei, liberi pensatori, gay o indignados, che contestano le spese ‘esorbitanti’ della visita di Benedetto XVI. Oltre ad esporre cartelli con slogan come "Chiudere il Vaticano, Guantanamo dei Cervelli", "Papa o Califfo, pagati le spese" o "Quanto dobbiamo pagare per la vostra fede", le associazioni lgbt, in particolare, avrebbero voluto replicare la "Besada Popular", il bacio collettivo messo in scena quando Benedetto XVI si recò non molto tempo fa a Barcellona. Le forze di polizia, però, hanno disperso i partecipanti che si sono comunque baciati ma ad oltre un chilometro di distanza dal percorso ufficiale della papamobile.

In mezzo alle decine di migliaia di persone, poi, si nascondeva anche Josè Perez Bautista, 24 anni, arrestato martedi a Madrid perché accusato di progettare un attentato contro la manifestazione antipapa. Bautista, un ultrà cattolico che faceva parte dei volontari dell’organizzazione spagnola della Giornata Mondiale della Gioventù sarà deferito oggi davanti a un giudice della Audiencia nacional di Madrid. Sul sito ultra-conservatore La Voz Libre, aveva scritto fra l’altro "Le molotov sono già pronte, chi sarà il coraggioso che ne butterà una sulla schiena di un finocchio di merda antipapa?", e ha affermato di disporre di 200 litri di acido cloridrico e altre sostanze che gli avrebbero consentito di produrre gas per attaccare la manifestazione. Chiedeva volontari, riferisce El Pais, per buttare "gas cloro" sui manifestanti. "Andiamo a uccidere ‘maricones’ (omosessuali, ndr) in nome di Dio" esortava. Secondo fonti giudiziarie queste dichiarazioni potrebbero essere considerati "minacce contro un collettivo sociale" punibili con un anno di carcere.

Il governo Zapatero vuole prevenire qualsiasi incidente. "L’importante e non dare fastidio al papa", ha scritto El Pais. Diecimila agenti della polizia e della Guardia Civil sorvegliano ogni passo del Pontefice e vegliano sulla immensa folla di giovani che da due giorni si è rovesciata sulla capitale. Il centro della città, per sicurezza, è chiuso al traffico nel grande triangolo storico Atocha-Colon-Gran Via che circonda Plaza Cibeles, centro nevralgico delle celebrazioni della Gmg, paralizzando la vita della capitale. I servizi spagnoli ritengono quasi escluso un possibile attentato Eta, ma restano in allarme per possibili azioni del terrorismo internazionale. Cosi la notte scorsa gli agenti antisommossa sono intervenuti con la forza per far sloggiare da Puerta del Sol le centinaia di indignados che cercavano di rioccupare la loro piazza emblematica alla fine di una manifestazione di protesta contro la visita del pontefice.

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