La Prima Commissione del Senato dice sì alla legge sulle Unioni Civili

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Possono essere "accostate all'istituto matrimoniale". Ncd vota contro: "Rara ipocrisia".

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Il DDL Cirinnà sulle unioni civili non presenta problemi di costituzionalità. È il parere della Prima Commissione del Senato (Affari Costituzionali) che ieri ha votato a favore del testo, attualmente in discussione in un’altra commissione, quella Giustizia. Come riporta il sito giuridico Articolo29 , la Commissione ha rilevato che “l’Unione Civile riservata alle coppie gay e lesbiche «sul piano della regolazione del rapporto può correttamente essere accostata all’istituto matrimoniale»”, seppure non omologabile al matrimonio. La Commissione invita anche la Corte Costituzionale a modificare l’indirizzo sull’interpretazione dell’art.29 della Costituzione (quello sul matrimonio, appunto). “non può escludersi – si legge nel parere – un’evoluzione interpretativa dell’espressione “società naturale”, contenuta all’articolo 29 della Costituzione”. La Commissione fa appello alla “duttilità propria dei principi costituzionali” quasi quasi auspicando che si arrivi a un’interpretazione che tenga conto del fatto che “per evidenti ragioni di contesto storico e culturale”, quell’articolo fa riferimento al cosiddetto paradigma eterosessuale, ma che bisogna “aprire ad un’interpretazione evolutiva, che tenga conto delle profonde trasformazioni sociali palesate negli ultimi decenni e delle mutate coordinate culturali alle quali il diritto non può restare insensibile”.

NCD VOTA CONTRO

Contro il parere favorevole della Commissione, si sono espressi i tre senatori di Area Popolare (NCD-UDC), Gaetano Quagliariello, Andrea Augello e Salvatore Torrisi.

“Abbiamo votato contro il parere di costituzionalità – spiega Quagliariello, coordinatore Ncd, principale alleato di governo del Pd – perché la proposta Cirinnà, in particolare il Titolo I, richiama gli articoli del codice civile che riguardano il matrimonio e quindi si pone in aperto contrasto con le sentenze della Corte Costituzionale del 2010 e del 2014 che, pur invitando a una regolamentazione delle unioni di fatto, ne prescrivono l’assoluta differenziazione rispetto all’istituzione del matrimonio”. “Non si tratta di un problema nominalistico – continua Quagliariello in una dichiarazione alle agenzie di stampa -. Le unioni possono anche chiamarsi in un altro modo, ma se la sostanza giuridica è quella del matrimonio ne consegue che adozioni e pensioni di reversibilità sono come le intendenze di Napoleone: inevitabilmente seguiranno”.

Una cosa che, per il senatore di NCD “rappresenta un esercizio di rara ipocrisia, al punto che privatamente alcuni esponenti della maggioranza favorevoli ai matrimoni gay mi hanno dato ragione sostenendo che, a fronte di una legge di questo tipo, bisognerebbe uscire dalla finzione e parlare apertamente di matrimonio”.

Infine, Quagliariello torna a parlare di disponibilità ad accettare che si parli di “diritti individuali”, ma di ritenere che “lo Stato non debba entrare nella regolamentazione di rapporti di valenza sessuale ad eccezione del matrimonio tra uomo e donna”.

VIOTTI (PD): “SI USI IL SUPERCANGURO O IL VOTO DI FIDUCIA, MA DI APPROVI IN FRETTA”

Da Bruxelles, intanto, dove ieri ha presentato il corto realizzato con Carlo Gabardini e intitolato “Polygame” , l’europarlamentare del Pd invoca il “supercanguro” (ovvero l’accorpamento di tutti gli emendamenti simili per cui, approvato o bocciato uno si ritiene il voto valido per tutti gli altri), ma anche il voto di fiducia, per superare l’ostacolo dei più di 4000 emendamenti al DDL Cirinnà presentati in Commissione Giustizia e arrivare prima possibile ad un’approvazione della legge.

“L’importante è la volontà politica di andare avanti: si faccia un ‘supercanguro’, si metta la fiducia, ma si approvi prima possibile il testo Cirinnà – chiede Viotti -“. “Il disegno di legge Cirinnà – sottolinea Viotti – non è esattamente la legge che vorrei, ma è un buon testo, con moltissimi aspetti positivi – continua -. Sono scaduti i termini per la presentazione degli emendamenti. Ne sono stati presentati circa 4000 , di cui 3000 di Carlo Giovanardi, che milita in un partito che fa parte della maggioranza di governo. Ora spero che si vada avanti: se il nostro partito decide che è quella la legge da offrire ai cittadini, la si approvi prima possibile”.

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