La reversibilità per le coppie gay? Non andrebbe oltre 44 milioni

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I calcoli di Alfano smascherati da uno studio di Love out Law: altro che 40 miliardi...

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Il no alla reversibilità della pensione per le coppie gay e lesbiche è uno dei cavalli di battaglia, insieme a quello all’adozione del figlio biologico del partner, di NCD e di chi sta cercando in questi mesi di opporsi al riconoscimento dei diritti delle persone omosessuali che intendono condividere un progetto di famiglia.
Ieri, ad esempio, al convegno “Una nuova primavera dei diritti”, organizzato alla Camera dei Deputati da Mara Carfagna, anche Renato Brunetta si è espresso contro la reversibilità, portanto a sostegno della sua testi alcuni elevatissimi conti su quanto costerebbe allo stato.
Dati, quelli proposti da Alfano (che ha parlato di cifre pari a 40 miliardi) e da Brunetta che però vengono ora smentiti da due fonti. La prima è uno studio dell’associazione Love out Law, formata dalle coppie omosessuali sposate all’estero, e pubblicato dal Fatto Quotidiano , la spesa a cui andrebbe incontro lo Stato estendendo la reversibilità della pensione alle coppie gay e lesbiche sarebbe pari a 1,1 milioni di euro nel 2016 e 44 milioni a regime, dal 2027 in avanti. Lo studio, che secondo il Fatto è arrivato anche sul tavolo di Renzi che si è detto tranquillizzto, si basa su dati forniti dall’Inps e smentisce gli allarmi lanciati da Alfano.
Secondo le cifre dell’Istituto di Previdenza, infatti nel 2013 sono stati erogati in totale 3,8 milioni di assegni di reversibilità per un totale di circa 38 miliardi, due miliardi meno della cifra stimata dal ministro dell’Interno per le sole coppie omosessuali.

Secondo l’ultimo censimento Istat , il primo che fornisce delle cifre sulle coppie gay e lesbiche in Italia, il numero di relazioni persone omosessuali che convivono stabilmente come coppia è pari a 7.500. Una cifra che rappresenta una stima al ribasso, come aveva spiegato a Gay.it la dottoressa Linda Sabbadini , direttrice del Dipartimento per le statistiche sociali ed ambientali dell’ISTAT, all’indomani della diffusione dei risultati del censimento.
Per avere, dunque, una stima realistica del costo dell’estensione della reversibilità alle coppie gay e lesbiche, lo studio si basa sui dati francesi per via della similitudine demografica con l’Italia, oltre che su quelli belgi, spagnoli, svizzeri, olandesi, inglesi, islandesi, danesi, norvegesi e svedesi. In Francia, undici anni dopo l’introduzione dei Pacs, si erano recistrate 84000 coppie omosessuali. Se si considera una tendenza simile anche in Italia, una volta approvata una legge sulle unioni civili, nel 2027 il costo della reversibilità aumenterebbe di 44 milioni di euro e non di 40 miliardi come sostenuto da Alfano.

Il sito lavoce.info , fornisce un’analisi più dettagliata dello studio. Dai dati francesi, secondo quanto riporta il sito, risulta che nelle unioni gay il tasso di mortalità medio di uno dei coniugi è pari allo 0,15 per cento: ipotizzando uno sviluppo demografico simile in Italia, la stima dei decessi permette di quantificare quale sarebbe il numero di superstiti di coppie gay. I calcoli effettuati portano alla conclusione che nel 2030 il costo a carico dello Stato per le pensioni di reversibilità delle coppie omosessuali arriverebbe a 1 miliardo di euro: una cifra ben distante dai 40 miliardi paventati dal leader di NCD.
La Francia, comunque, sebbene come detto demograficamente molto simile all’Italia, rappresenta un caso limite perché è il paese con il maggior numero di unioni gay registrate. L’esempio opposto è la Germania che, invece, conta 36000 coppie registrate. Nel paese di Angela Merkel, la spesa per la reversibilità della pensione al partner che rimane in vita si stima possa arrivare ai 300.000 euro nel 2030.

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