La risposta di “Educare alle differenze” al video omofobo di ProVita

Prima il video, poi la pagina sul Corriere. Ecco la risposta di chi lavora nelle scuole.

Ricordate il discutibile video di ProVita Onlus contro l’educazione alle differenze (naturalmente, definita “teoria gender“)? Oltre a scatenare non poca ironia e ilarità sul web, quel video ha provocato anche la reazione della rete Educare alle Differenze, nata da una due giorni di confronti svoltasi lo scorso settembre a Roma che vedrà la seconda edizione a settembre di quest’anno.

Il video è parte di una campagna di raccolta firme che è stata pubblicizzata con una intera pagina pubblicata sul Corriere della Sera qualche giorno fa. Ed è all’indomani di quella pubblicazione che Educare alla Differenze ha diffuso una nota. Eccola:

Il 26 febbraio, il Corriere ha dedicato un’intera pagina di pubblicità contro una fantomatica “ideologia gender” diffusa nelle scuole, che sponsorizzava una petizione contraria alle strategie dell’Ufficio del Governo Italiano per la promozione della parità di trattamento e la rimozione delle discriminazioni fondate sulla razza o sull’origine etnica (UNAR) e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), in merito alle politiche di pari opportunità e uguaglianza – si legge sul sito citato nello spot.

La petizione – promossa da ProVita Onlus, l’Associazione Italiana Genitori (AGe), l’Associazioni Genitori delle Scuole Cattoliche (AGeSC), il Movimento per la Vita e Giuristi per la Vita – sostiene un modello unico di famiglia al quale tutti devono aspirare, mistifica le pratiche di educazione e di inclusione alle differenze in atto in molte scuole italiane, trasmette contenuti ingannatori per instillare preoccupazioni inutili nei genitori e così facendo consolida quegli stereotipi che troppo spesso sono causa di bullismo, emarginazione, violenza e omotransfobia nelle nostre scuole.

La pagina di ProVita sul Corriere della Sera

La pagina di ProVita sul Corriere della Sera

Siamo una rete di oltre 200 organizzazioni che in tutto il Paese lavorano ogni giorno per promuovere il rispetto reciproco e difendere il ruolo della scuola pubblica, costruttrice di cittadinanza democratica, agenzia di promozione dei valori costituzionali e di una cultura laica, democratica e plurale.

A differenza dei promotori dell’inserzione, non vogliamo proporre un modello ideologicamente determinato di famiglia o di amore, né svilire il corpo docente o attaccare l’autonomia scolastica, ma solo favorire uno scambio aperto per decostruire pregiudizi che producono stigmi e tolgono libertà alle nuove generazioni, alimentando dinamiche di esclusione e violenza.

Ci chiediamo se un’inserzione a pagamento legittimi contenuti discriminatori e falsificatori di ciò che realmente viene insegnato nelle scuole e proponiamo al Direttore e alla Redazione del Corriere di promuovere una approfondita inchiesta su un argomento così importante per la vita di ragazzi e ragazze, delle loro famiglie e della società tutta.

La rete informale di “Educare alle differenze”

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