La Spagna rifiuta i gay nell’ECOSOC

La Spagna tradisce i principi europei di salvaguardia dei diritti umani nel negare all’ILGA lo status di osservatore alle Nazioni Unite

La Spagna è tra i 29 membri del Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Uniti (ECOSOC) che il 30 Aprile hanno votato contro la domanda dell’ Associazione Internazionale Gay e Lesbica (ILGA) di avere status consultivo.

Nel fare ciò si è schierata con quei paesi che notoriamente violano i diritti umani delle persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender. Questo gruppo di paesi era capeggiato dall’Egitto, nel quale nell’anno passato numerosi uomini gay o ritenuti tali sono stati sottoposti a stati d’arresto arbitrari, torture e incarcerazioni. Facevano parte di questo gruppo anche l ’Iran ed il Sudan, dove la massima pena per una relazione omosessuale consensuale è la morte, l’Uganda, dove il Presidente Mugabe da molti anni sta incitando all’odio e alla violenza contro lesbiche, gay e bisessuali. In non meno di due terzi dei paesi che hanno votato contro la domanda dell’ILGA le relazioni sessuali consensuali tra due persone dello stesso sesso sono contro la legge.

Soltanto la Spagna tra tutti i paesi dell’Unione Europea ed i paesi in via d ’adesione all’UE non sta appoggiando l’ILGA. Il fatto che la Spagna abbia la presidenza di turno dell’Unione Europea rende il suo comportamento ancora più dannoso, minando seriamente le politiche europee dei diritti umani e contro le discriminazioni, oltre che causando un notevole imbarazzo negli altri partner. La Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea garantisce in maniera specifica la libertà dalla discriminazione motivata dall’orientamento sessuale.

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Gli stati membri dell’Unione Europea ed i paesi in via d’adesione che hanno votato in favore dell’ILGA sono: Austria, Italia, Finlandia, Francia, Germania, Paesi Bassi, Svezia, Regno Unito, Malta, Romania e Ungheria.

Chi si oppone all’ILGA si giustifica sostenendo che l’ILGA promuova la pedofilia. Costoro hanno deciso di ignorare la presa di posizione chiara dell’ILGA che nel 1994 ha espulso tre associazioni pedofile, ha integrato nel proprio statuto l’adesione alla Convenzione dei Diritti del Fanciullo delle Nazioni Unite ed ha adottato nel proprio congresso una risoluzione che insiste sul diritto di ogni bambino alla protezione da abusi sessuali e che afferma categoricamente che l’ILGA non promuove né cerca di legalizzare in alcun modo la pedofilia.

Kurt Krickler, co-presidente di ILGA-Europe, ha commentato: “E’ incredibile che il governo spagnolo si allinei su un argomento di difesa dei diritti umani con paesi come l’Egitto, l’Iran, la Libia, il Pakistan e lo Zimbabwe. Se mai ce ne fosse stato bisogno questo voto avrebbe dissipato qualsiasi dubbio sulla necessità, per organizzazione come l’ILGA di lottare contro l’ omofobia e le discriminazioni in giro per il mondo."

La co-presidente Jackie Lewis ha aggiunto: “Chiediamo a tutte le organizzazioni spagnole di difesa dei diritti umani di protestare con il loro governo e chiediamo a tutti i politici spagnoli, di qualsiasi partito, di ripudiare le posizioni del loro governo”.

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Riccardo Gottardi, membro italiano del direttivo di ILGA-Europe, osserva: “Lo Stato del Vaticano è solo un osservatore alle Nazioni Unite, da oggi però possiamo dire che ha anche la possibilità di voto: è il voto del governo spagnolo, un governo quello di Aznar che pare voglia abbandonare la politica di difesa dei diritti umani europea per farsene dettare una nuova da oltre Tevere”.