La Spezia: il marito cambia sesso e il matrimonio diventa unione civile

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Due infermiere di La Spezia, saranno la prima coppia di coniugi a vedere trasformato il proprio matrimonio in unione civile.

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Isabella e Lucia, due infermiere di La Spezia, saranno ufficialmente la prima coppia a vedere “convertito” il proprio matrimonio in unione civile attraverso il decreto Cirinnà. La ragione di questo cambiamento sta in un’altra, precedente novità: Isabella è una donna transessuale, nata uomo e operatasi lo scorso 12 marzo.

Le due donne si sono conosciute nel 2000 e si sono sposate il 7 gennaio 2001, quando Lucia era ancora uomo. “Ora posso dire che sono una donna transessuale lesbica, finalmente sono io, comincio a volermi bene” ha raccontato Isabella all’agenzia Dire, Prima non ce la facevo più, ho anche pensato di farla finita. Ma non volevo morire uomo. Poi è venuto tutto molto naturale”.

La moglie l’ha aiutata molto nel suo delicatissimo percorso: “Mi ha sempre sostenuto e in questo mi sento molto fortunata e privilegiata perché non ho mai trovato ostacoli. Ho tribolato solo dentro me stessa”. Nel suo racconto alla stampa Isabella, ha parla delle reazioni delle persone, tutte piuttosto tranquille anche se: “Nel mucchio c’è anche chi non mi saluta più o è diventato più freddo. Ma a La Spezia siamo conosciute e non mi sono trovata ad affrontare particolari problemi, neppure alla posta quando mi presento ancora con documenti in cui risulto uomo o quando sono andata a votare per il referendum sulle trivelle”.

Del rapporto con la moglie ha detto: “All’inizio era difficile, lei non capiva perché stessi male, pensava che la tradissi, che fossi gay. Ho veramente avuto paura di perderla. Quando poi sono riuscita a fare coming out, invece, tutto si è risolto in modo molto naturale. Certo, lei non è una donna lesbica, le interessa solo il nostro amore: spero che in futuro i suoi desideri non cambino, nonostante qualche sua collega le dica di cercarsene un altro. (…) La prima uscita che abbiamo fatto dopo la transizione, cioè da quando sono diventata una donna in tutto e per tutto, è stata al carnevale di Viareggio. Io ero molto titubante, è stata lei a convincermi: se ci incontra qualcuno, mi ha detto, almeno possiamo dire che siamo lì per il carnevale. L’operazione è stata un sollievo anche per lei.

Il principale desiderio delle due donne ora è che la burocrazia non sia troppo lenta nella preparazione e consegna dei nuovi documenti: “Prima dell’intervento della Cirinnà” ha spiegato l’avvocato Cathy La Torre, “la legge 162/1982 prevedeva che, se uno dei coniugi cambia sesso, si doveva obbligatoriamente dare atto a un divorzio, anche se la Corte Costituzionale due anni fa abbia chiaramente detto che si tratta di una forzatura”.

A cambiare la prassi è stata la nuova legge sulle unioni civili: Ora la legge prevede che il matrimonio venga ‘declassato’ automaticamente in unione civile per decisione del giudice. Ma visto che non esiste un precedente, le decisioni del giudice Ettore Di Roberto del tribunale della Spezia segneranno una procedura inedita, come ci tiene a precisare Isabella: Rispetto a quanto succedeva prima possiamo ritenerci fortunate: senza unioni civili saremmo state costrette dallo stato a ritenerci due estranee. Mentre, ora, chi vive la nostra situazione ha finalmente delle tutele dal punto di vista materiale”.

Sempre secondo l’avvocato La Torre sono circa un centinaio le storie italiane analoghe quella delle due infermiere: “E ci sono anche tre coppie che sono ancora sposate perché si sono opposte al divorzio che, in ogni caso, non interviene immediatamente ma solo sei mesi dopo l’emissione della sentenza del cambio di sesso”.

Cathy La Torre, in realtà, non vede molto di buon occhio il passaggio da matrimonio a unione civile e o mette in chiaro: “Perché due persone che si amano, che stanno già insieme da anni, devono vedere declassata la loro unione? Quale interesse può avere lo Stato in tutto ciò?“.

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