La Toscana tira le somme: “Contro l’omofobia molto da fare”

In una conferenza stampa, l’assessore Allocca e Rete Lenford hannno presentato dei dati sulla situazione delle amministrazioni toscane: “Buone notizie, ma molto da fare. Impegnati in prima linea”.

La regione Toscana si prepara a festeggiare in grande stile la Giornata Internazionale contro l’Omofobia, partendo dal primato di essere avere approvato per prima in Italia una legge contro le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e l’identità di genere. Era il 2004, cinque anni prima che, la stessa Regione, in collaborazione con l’Avvocatura per i diritti lgbt – Rete Lenford istituisse l’Osservatorio permanente per la lotta contro le discriminazioni i cui dati sono stati diffusi oggi un una conferenza stampa. Diciotto sono i comuni toscani che hanno approvato un registro per le unioni civili, mentre tre comuni su quattro hanno un assessorato o consigliere con delega alle pari opportunità, una commissione comunale o una commissione di comprensorio, anche se solo la metà ha un organismo specificatamente dedicato alle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale. Un dato abbastanza negativo riguarda il fatto che in 203 dei Comuni interpellati non sono mai state organizzate iniziative in materia di tutela di diritti lgbti.

In quanto alla conoscenza di casi di discriminazione avvenuti nel proprio territorio è risultato molto basso il numero di Comuni (l’11 per cento) che hanno risposto affermativamente. Il dato positivo è che il 90 per cento dei comuni intervistati ha manifestato la volontà di organizzare corsi di formazione anti-discriminazione rivolti a operatori socio-sanitari, di associazioni locali e ad agenti di polizia municipale, mentre 3 comuni su 4 sono disponibili ad organizzare iniziative sui diritti delle persone lgbti.

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“La Toscana – ha detto l’assessore al welfare e alle pari opportunità Salvatore Allocca – sta facendo molto su questo versante ma in molte circostanze si nota ancora una certa ritrosia ad affrontare con maggior decisione la tutela dei diritti lgbti. L’attività dell’Osservatorio per la Regione è molto importante in questo senso. Purtroppo su questo tema – ha aggiunto Allocca – l’Italia sconta un preoccupante vuoto normativo ed un altrettanto preoccupante ritardo culturale. In Toscana abbiamo deciso di costituire una rete che punta a coinvolgere prima di tutto le amministrazioni locali in tutti i settori, affinchè la paura del diverso, base di tanti fatti di discriminazione, possa essere sconfitta dalla cultura del diverso”.

“L’indagine che abbiamo fatto ha evidenziato una regione molto sensibile al tema – ha spiegato l’avvocatessa Saveria Ricci dell’Avvocatura per i diritti lgbt – Rete Lenford –. In alcuni casi abbiamo sperimentato una chiusura iniziale, seguita però da aperture interessanti. C’è ancora tanto da fare, ma grazie ai risultati ottenuti, sono ottimista”. Domani grazie alla Rete Lenford, l’auditorium di Sant’Apollonia ospiterà, dalle ore 15, "Omosessuali alla sbarra", tavola rotonda in forma di processo simulato in cui, davanti alla giuria sfilano testi di accusa e testi a difesa di due ragazzi omossessuali: psicologi, preti, madri e altre figure tratte dell’esperienza dell’Avvocatura LGBT.

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Lara Burberi, presidente del Consiglio comunale di Calenzano, intervenuta in rappresentanza di Anci Toscana, ha lanciato una proposta. “La prossima Festa della Toscana dedichiamola a questa battaglia – ha dichiarato Burberi riferendosi al dato sui comuni che non hanno mai organizzato iniziative a favore dei diritti lgbti – cerchiamo il più possibile di coinvolgere soprattutto i ragazzi affinchè possano sentirsi liberi, fin dall’adolescenza, di fare le proprie scelte senza che per questo debbano essere derisi o, peggio, aggrediti. In Italia ritengo siano fondamentali due cose: l’introduzione nel nostro ordinamento del reato basato sulle discriminazioni per l’orientamento sessuale ed il riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali”.

Secondo Matteo Dottorini, referente dell’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali per la Regione, “la Toscana su questo versante parte da una posizione di vantaggio rispetto a molte altre regioni. Però va anche detto che un tema così importante non riesce ancora a ricevere la giusta attenzione. Ultimamente abbiamo siglato vari accordi di collaborazione con associazioni ed enti locali. Il vento sta cambiando e c’è una volontà sempre più forte di affrontare e sconfiggere spiacevoli stereotipi".