LA TRANS CHE HA SALVATO LAPO

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Il giovane rampollo della dinastia Agnelli, Lapo Elkann, ricoverato d'urgenza in ospedale per sospetta overdose di droga. Poi la vicenda si è arricchita di inaspettati risvolti trans.

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TORINO – È inevitabilmente finita sulle prime pagine dei giornali e in testa ai telegiornali la drammatica disavventura capitata a Lapo Elkann, il nipote degli Agnelli ricoverato da lunedì mattina nel reparto di rianimazione dell’ospedale Mauriziano a causa di una fortissima crisi respiratoria conseguenza di un’overdose di sostanze stupefacenti, si parla di cocaina ed eroina. Stando ad una delle ultime ipotesi di ricostruzione potrebbe essere che l’eroina sia stata scambiata per errore per cocaina, con esiti quasi fatali. Fortunatamente le ultime notizie diramate oggi dal primario del reparto di rianimazione Giuseppe Spina appaiono rassicuranti. Il paziente ha passato la notte in stato di coma farmacologico indotto e il decorso prosegue in modo regolare. Il comunicato letto ai giornalisti prosegue dicendo che “se gli ultimi accertamenti clinici e diagnostici in corso daranno esito favorevole, il paziente potrà lasciare la rianimazione per essere trasferito in un reparto di degenza ordinaria”. Il giovane uomo nuovo della Fiat è stato visitato dal padre, il giornalista e scrittore Alain Elkann, dalla madre Margherita Agnelli, dal fratello John e dalla sorella Ginevra. La famiglia ha chiesto a tutti gli organi di informazione di trattare la vicenda “con rispetto”. Nel pomeriggio è stato comunicato che Lapo Elkann è cosciente e che anche i primi test psicologici a cui è stato sottoposto sembrano escludere danni cerebrali. Lapo ha anche parlato brevemente col fratello e la sorella.
La telefonata che gli ha salvato la vita

È stata la transessuale pugliese Patrizia Bracco a telefonare al numero delle emergenze sanitarie 118 dal telefono della sua casa di via Marocchetti. Stando alla ricostruzione offerta da Patrizia stessa al quotidiano La Repubblica Lapo era arrivato nel suo appartamento nella tarda serata di domenica, in casa c’erano anche altri due amici di Patrizia. Quando più tardi questi se ne sono andati Lapo, che era molto stanco, sarebbe rimasto li a dormire. Al mattino, stando alle sue parole, la scoperta che il giovane non stava bene e immediatamente la chiamata urgente per far intervenire un’ambulanza. Al medico sopraggiunto è stato spiegato quello che era successo e infatti è stato fatto un tentativo di rianimazione per mezzo di un’iniezione di Narcan, seguito poi dal ricovero vista la serietà della situazione. Bracco ha voluto precisare di non fare uso di droga e che nel suo appartamento domenica notte non c’è stato alcun traffico di sostanze stupefacenti, solo consumo e non da parte sua. Adesso Patrizia è ricercatissima da tutto il mondo dell’informazione. Un canale televisivo le avrebbe già offerto diecimila euro per andare di fronte alle telecamere a raccontare con la sua voce tutta la storia. Almeno per il momento Patrizia resiste alle tentazioni e si rifugia ai margini del can can mediatico, dicendo che non vuole speculare sulla faccenda e ribadendo la sua stima per Lapo, da lei definito “un ragazzo estremamente sensibile, molto educato e gentile”. Certamente una persona senza pregiudizi alcuni verso gli altri legati all’identità di genere. Il che, nell’italietta spesso bigotta che stiamo riscoprendo ancora di essere, è già tanto.
Anche se certa beceraggine stenta a scomparire: ieri Striscia la notizia si è prodotto in un servizio ricco di presunti pruriginosi scoop sulla vita privata del rampollo, raccogliendo addirittura la testimonianza di una vicina di casa di Patrizia. Un servizio condito con commenti assai discutibili sui protagonisti della vicenda. Come ha giustamente detto Vladimir Luxuria in proposito, «se ti chiami Calissano, fai uso di cocaina e rimane vittima una donna brasiliana, vieni in qualche modo scusato e vittimizzato dalla stampa italiana. Allo stesso tempo dal Tg5 e da Striscia la notizia, se ti chiami Lapo, fai uso di cocaina e vieni salvato da una transessuale, vieni messo alla gogna, sia lui sia le transessuali, definite dal Tg5 ‘travestiti’, e vittime di commenti sull’estetica da parte di Striscia la notizia».
Il mondo visto dai piani alti

Lapo Eduard Elkann è nato a New York nell’ottobre del 1977. La multiculturalità familiare unita alle risorse che certo non scarseggiano gli permette un’educazione internazionale, prima frequentando una scuola elementare francese a Rio de Janeiro, poi il liceo classico a Parigi e infine un corso universitario a Londra. A 17 anni lo fanno assumere nello stabilimento toscano della Piaggio, dove lavora in incognito per un paio di mesi alla linea di montaggio di un motorino 50. Tra il 2001 e il 2002 passa un anno nel team dell’ex Segretario di Stato americano Henry Kissinger, a cui avrebbe insegnato ad usare il computer. Rientrato in Italia fa parte prima del settore relazioni esterne della Fiat per poi dedicarsi successivamente alla promozione, cercando di trovare nuove formule per ridare un’immagine giovane al marchio. Ha curato col suo team il recente lancio della nuova Punto. Lapo è descritto come una persona irruente, molto vitale e per il suo carattere estroverso perfetto per il ruolo che si è ritagliato nell’ambito della casa automobilistica di famiglia. Ricorda, anche nel parlare, lo zio, Gianni Agnelli. Anch’egli da giovane si concedeva qualche trasgressione alle regole, ma questo non gli impedì certo di diventare e continuare ad essere…L’Avvocato. Lapo, con questo suo nome insolito che permette anche a lui di evitare di citare il cognome, ha la possibilità di cercare di fare altrettanto, una volta che avrà superato completamente il momento di crisi in cui si è trovato adesso.
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