La Treccani riconosce le coppie di fatto prima dello Stato

Alla voce ‘matrimonio’ la più famosa enciclopedia italiana inserisce anche le unioni di fatto, prima ancora di un riconoscimento uffuciale

“Di cose bizzarre è pieno il mondo: altrimenti non si spiegherebbe che l’Enciclopedia Treccani, alla voce matrimonio, inserisca, prima ancora che lo faccia il nostro Governo, le unioni di fatto”, commenta divertita Rossana Praitano, presidente del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli.

“Si tratta di un inserimento dovuto: è  inconfutabile che le unioni di fatto siano in continuo aumento e che il loro riconoscimento legislativo significherebbe riconoscere pari dignità ed equità sociale. E’ paradossale che la politica, ancora una volta, venga battuta di molte lunghezze, stavolta  dai curatori della Treccani, che hanno compiuto un lavoro di grande caratura culturale, riconoscendo che i tempi stanno cambiando e che, nonostante questo, il nostro paese è il meno europeo in quanto al riconoscimento giuridico delle unioni di fatto e ancor  più indietro rispetto a quelle omosessuali”.

“Trovo   assolutamente fuori luogo le imbarazzanti polemiche che arrivano dal centro destra – osserva la Presidente del Circolo Mario Mieli – dove tutti si sono ancora una volta sperticati in considerazioni di stampo medievale e veterocattolico.  Spero proprio che politici dello stampo di Luca Volontè o della Bertolini non vogliano alzare le barricate agitando lo spettro di un “comunismo dilagante” anche in una saggia e semplice registrazione del cambiamento della società. Qui di dilagante c’è solamente la loro reiterata omofobia e l’incapacità di guardare la futuro del nostro Paese”.

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