La vittoria dei coraggiosi

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Gli spagnoli riconfermano Zapatero, i parigini Delanoë. Due importanti vittorie con chiare ripercussioni sui diritti di gay e lesbiche europei. Sintesi di un week end elettorale.

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Ha messo la CEE (conferenza episcopale spagnola) a tacere, ha affrontato l’ennesimo tentativo di destabilizzazione – l’omicidio di un assessore socialista da parte dell’ETA -. Il premier José Luis Rodriguez Zapatero, alla fine, ce l’ha fatta. Con 169 seggi (164 nel 2004) e il 43,64% dei voti il paladino europeo dei diritti lgbt l’ha spuntata sull’avversario Rajoy (che si ferma al 40,12%, 3 punti in più, comunque, rispetto al 2004) e si appresta ora ad affrontare il suo secondo mandato governativo.

Altri quattro anni di Zapatero, dunque, che significano altri 4 anni di riforme sociali. La linea di pensiero dichiarata dopo la pubblicazione degli exit pools esprime anche la sua futura linea di azione: «Governerò per tutti ma soprattutto per coloro che non hanno tutto e per far diventare realtà le aspirazioni delle donne». E c’è da credergli visto quanto ha già fatto Zapatero fino ad oggi. Le leggi sulla famiglia, sulle donne, sull’educazione religiosa e, non da ultimo, sul matrimonio gay. In una recente intervista rilasciata ad un settimanale gay, Zapatero aveva promesso di combattere ogni tentativo di rimuovere o annacquare le leggi sui diritti lgbt che aveva introdotto da primo ministro. Come scrive Sergio Romano sul Corriere della Sera di oggi «Non sono certo che la Spagna abbia superato l’Italia sul piano economico. Ma sul piano civile l’ha brillantemente scavalcata.»

Ma al di là dei contigui Pirenei c’è un’altra vittoria politica densa di significato. Il sindaco parigino Bertrand Delanoë si appresta a ricevere il consenso elettorale dei suoi cittadini, per la seconda volta. Nelle elezioni amministrative francesi, infatti, il sindaco uscente è vicino al 40% dei voti contro lo sfidante, il gollista Francoise De Panafieu. Un risultato in grado di portare alla rielezione del candidato socialista al primo turno.

In realtà Delanoë conquista, non solo la rielezione, ma anche una possibile candidatura alle prossime presidenziali. Mentre l’ultima partita per l’Eliseo si è disputata fra Sarkozy e una donna, Segolene Royal, la prossima potrebbe vedere una sfida altrettanto appassionante, quella fra Sarkò e un omosessuale dichiarato. Non male.

Bertrand Delanoë, amico della cantante franco-italo-egiziana Dalida, fece coming out nel 1999, durante una trasmissione televisiva. Il 5 ottobre 2002, nel corso della prima Nuit Blanche (l’iniziativa notturna che sarebbe stata importata anche in Italia) fu aggredito con un pugnale da un omofobo. Le ferite lo costrinsero ad una prolungata degenza.

A Roma, a salire sulla poltrona di sindaco, ci proverà Franco Grillini. Ma dalla finestra dell’ufficio cui aspira l’onorevole socialista si vede, in lontananza, il cupolone. Di là, da Oltretevere, vedono invece molto da vicino quella finestra. Elezioni amministrative e politiche si terranno lo stesso giorno. Ma anche avessimo avuto un premier in carica, sarebbe stato così coraggioso da zittire eventuali ingerenze?

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