Laicità, unioni civili: ecco il Manifesto dei Valori del PD

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Il testo parla esplicitamente di coppie di fatto, di non interferenza nelle decisioni della politica e di lotta alle discriminazioni a causa dell'orientemento sessuale. La bozza presto definitiva.

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Il mondo della politica è in grande fermento in questo periodo e poco prima che il governo cadesse dopo la sfiducia al Senato, il segretario del neonato Partito democratico aveva annunciato che il Pd, a prescindere dalla legge elettorale, alle prossime competizioni avrebbe corso da solo. E da quando il Pd è ufficialmente nato, una serie di commissioni stanno lavorando ai punti programmatici e alla definizione della linea politica. Un lavoro difficile, considerata la diversità delle anime che lo compongono.

Sabato prossimo si riunirà per l’ultima volta prima dell’incontro dell’Assemblea Costituente, la Commissione Valori si riunirà per stendere la versione definitiva del Manifesto dei Valori, appunto, ma la bozza che si conosce già dovrebbe essere molto simile, se non identica al documento che verrà presentato all’assemblea. 

Il Manifesto inizia spiegando le ragioni che hanno portato alla creazione di questo nuovo soggetto politico per poi cominciare a parlare di tutti i principi che staranno alla base della sua azione: ridare voce ai giovani, valorizzare le diversità di qualsiasi tipo esse siano, pensare nei termini di progresso e apertura che l’Europa unita richiede, con alcuni passaggi che riguardano specificatamente le donne, le persone LGBT, le nuove conzezioni di famiglie e l’immigrazione.

"È tempo di superare il ritardo italiano nel riconoscimento del ruolo paritario delle donne, protagoniste, in tutto il mondo, nella storia contemporanea, dei più significativi e profondi cambiamenti politici, culturali, economici – si legge nella bozza -. Il Partito democratico si è presentato al paese nel segno di una novità di portata altamente simbolica: il 50 per cento di donne presenti nelle assemblee costituenti nazionali e regionali, una novità che impone le necessarie coerenze. In termini culturali le donne si collocano al centro di un ripensamento radicale delle relazioni  interpersonali, e del rapporto fra lavoro e cura, fra responsabilità individuale e collettiva. In termini politici le donne sono le prime interessate al rinnovamento della politica e a nuove forme di partecipazione che coinvolgano tutti".

Uno dei passaggi di maggiore interesse per la comunità LGBT è certamente quello che riguarda il riconoscimento dei rapporti di coppia, dopo un anno segnato da un aspro dibattito a suon di numeri di piazza, tra Family Day da una parte e Orgoglio laico e Gay Pride dall’altra. A questo proposito il documento recita: "La società giusta che noi vogliamo interpreta il ruolo della famiglia tenendo

conto sia dei diritti e doveri dei membri che la compongono sia delle nuove esigenze espresse dalla società civile.  Essa è il primo luogo relazionale, affettivo e formativo dove si sviluppano l’identità, l’inserimento sociale e la dignità della persona. La famiglia è parte integrante di una politica aperta verso le nuove generazioni, e va incoraggiata con adeguate politiche di sostegno pubblico, rivolte in modo particolare alle famiglie con figli. In questo quadro, vanno riconosciuti i diritti delle persone che vivono nelle unioni di fatto". Il fatto che non si faccia esplicito riferimento all’orientamento sessuale delle persone che formano le ‘unioni di fatto’, lascia pensare che in questo passaggio il riferimento sia anche alle coppie LGBT.

E dopo avere fatto una breve analisi su come la globalizzazione, soprattutto dei consumi, abbia di fatto portato allo spostamento di milioni di persone da un Paese all’altro, e su come questo possa facilmente sfociare in femomeni di intolleranza razziale, religiosa o di qualsiasi altro genere, il Manifesto continua dicendo: "Milioni  di persone, in gran parte giovani, sono entrati nella rete dei consumi, dei bisogni, delle informazioni. Con l’assoluta necessità di affermare la propria identità e quindi  il rischio che in assenza di nuovi valori il vuoto sarà riempito da contrapposizioni razziali,

violenze, guerre di religioni. Di qui la necessità di una nuova consapevolezza della centralità dei diritti umani. Il Partito Democratico si impegna affinché tale cultura sia sempre più condivisa, al di là delle barriere politiche, geografiche, religiose. Essa mira a eliminare ogni violazione della dignità e della vita della persona, e ogni discriminazione e violenza per motivi di appartenenze razziali e sociali, di schieramento politico e culturale, di religione, di genere e di orientamento sessuale".

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Infine un altro passaggio importante è quello che riguarda la laicità. E non poteva essere diversamente, dopo avere parlato di unioni di fatto e di lotta alle discriminazioni di ogni sorta, anche quelle omofobiche. 

Su questo aspetto, il Pd fa riferimento alla Carta Costituzionale che identifica la laicità come un principio su cui si fonda l’Italia. "Il princìpio costituzionale della laicità dello Stato rappresenta un valore essenziale dell’impegno politico e sociale del Partito Democratico – si legge ancora nel Manifesto -. La laicità dello Stato consiste nella garanzia che ogni persona sia rispettata nelle sue convinzioni più profonde e che a ciascuno siano assicurati gli stessi diritti e gli stessi doveri. Allo stesso modo, la laicità dello Stato garantisce che le istituzioni siano di tutti e che le decisioni democratiche vengano assunte in modo libero e autonomo. (…) concepiamo la laicità come rispetto e valorizzazione del pluralismo degli orientamenti culturali, e quindi anche come riconoscimento della rilevanza nella sfera pubblica, e non solo privata, delle religioni, dei convincimenti filosofici ed etici, delle diverse forme di spiritualità".

Adesso il documento dovrà passare l’ultimo esame della Commissione, di cui fanno parte laici convinti come Andrea Benedino ed Ermete realacci, ma anche rappresentanti dei teo-dem come Paola Binetti, per poi essere presentato all’Assemblea Costituente Nazionale che ne dovrà approvare la versione definitiva. Nonostante le polemiche iniziali, l’attuale testo pone buone basi perchè vengano portate avanti battaglie importanti. Adesso non ci resta che aspettare il testo finale sperando che non vengano apportati cambiamenti sostanziali.

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