Lapidazione per i gay? Le star di Hollywood boicottano il sultano

Nessun evento al Beverly Hills Hotel per protesta contro le leggi approvate in Brunei

Tutti contro il sultano del Brunei. Come Gay.it aveva anticipato , la sharia è diventata legge nel sultanato guidato da Hassanal Bolkiah e prevede, oltre a cose come l’amputazione delle mani per i ladri, anche la lapidazione per i gay e gli adulteri. La cosa non è passata inosservata sulla scena internazionale e personaggi come Oprah Winfrey, Jane Fonda, Maria Shriver, Ellen DeGeneres e Jay Leno hanno scelto di protestare contro questa stretta repressiva decidendo di non organizzare l’annuale “breakfast” nel Beverly Hills Hotel, di proprietà proprio del sultano del Brunei.

Per oltre 20 anni il celebre hotel è stato sede dell’appuntamento annuale organizzato dalle donne più potenti di Hollywood, ma dopo l’approvazione della legge, è scattato il boicottaggio.

“Le recenti spregevoli decisioni del Sultano del Brunei – ha detto Janice Min, copresidente del Guggenheim Media’s Entertainment Group, che organizza ogni anno la Women in Entertainment Breakfast- rendono impossibile pensare di andare avanti con i programmi con un albergo di proprietà della Dorchester Collection”. “Abbiamo un enorme rispetto per lo staff e la dirigenza locale del Beverly Hills Hotel – ha spiegato Min – e vorremo ringraziarli per due decenni di collaborazione, sperando di poter tornare a lavorare insieme”. Stando a quanto riferisce l’Hollywood Reporter, anche la Human Rights Campaign e il Motion Picture and Television Fund hanno deciso di annullare eventi organizzati nella stessa struttura alberghiera.

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L’hotel è storicamente meta delle star più in vista dello show biz mondiale. Nelle sue stanze e nelle sue sale hanno soggiornato Elizabeth Taylor, Tom Cruise, Richard Burton e Ozzy Osbourne.

Ma non è tutto. Spinto dalla protesta delle star, anche il consiglio comunale di Beverly Hills ha deciso di aderire alla campagna di boicottaggio.

Il consiglio comunale ieri ha approvato all’unanimità una mozione con la quale chiede al governo del Brunei di dismettere la proprietà dell’hotel e degli altri immobili che possiede nella zona. I consiglieri sono divisi, però sulla scelta di boicottare la struttura turistica. L’albergo, infatti, impiega 600 persone e paga circa 11 milioni di dollari di tasse ogni anno.

Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente del gruppo alberghiero, Christopher Cowdray secondo cui il sultano del Brunei non ha alcuna intenzione di vendere gli alberghi di sua proprietà. “Non fermeranno l’applicazione di queste nuove leggi – ha dichiarato Cowdray -. I boicottaggi e le proteste serviranno solo a colpire i dipendenti dell’hotel”.