Laura Boldrini nega il patrocinio al convegno contro la maternità surrogata

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Cattive notizie per le femministe dell’associazione Se non ora quando-Libere.

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Avevano chiesto il patrocinio della presidente della Camera dei deputati Laura Boldrini al convegno europeo e trasversale contro la maternità surrogata che è in programma domani alla Camera ma le femministe dell’associazione Se non ora quando-Libere sono rimaste deluse. La Camera dei deputati ha infatti deciso di non concedere il patrocinio. La presidente Laura Boldrini inoltre ha comunicato che non parteciperà all’iniziativa.

All’iniziativa di domani Boldrini non ci sarà: sarebbe già impegnata per un’altra iniziativa. A precisare la posizione della presidente della Camera è intervenuto anche il suo portavoce, Roberto Natale: “La Camera accoglie, compatibilmente con le disponibilità logistiche, tante iniziative di dibattito su temi sociali, culturali, etici dei più diversi orientamenti, e così ha fatto anche stavolta mettendo a disposizione una delle sue sale. Cosa ben diversa è la concessione del patrocinio. La decisione viene istruita dall’amministrazione, che non mette il ‘timbro’ dell’istituzione su iniziative che appoggino una parte o l’altra in questioni complesse e controverse“.

Le femministe di Snoq-Libere si sono infatti da tempo allineate con la posizione di una parte del movimento femminista francese che chiede la messa al bando mondiale sulla pratica della maternità surrogata. Al convegno di domani – dal titolo “Maternità al bivio: dalla libera scelta alla surrogata. Una sfida mondiale” – è previsto tra l’altro proprio l’intervento di Sylviaine Agacinski, leader delle femministe anti-gpa francesi e nota per essersi anche opposta al matrimonio egualitario.

Al convegno prenderanno parte inoltre Fabrizia Giuliani (Pd), Francesca Izzo, Cristina Comencini, la socialista francese Laurence Dumont, la moglie dell’ex premier Jospin Sylviaine Agacinski, la scrittrice Susanna Tamaro, l’europarlamentare Silvia Costa, le deputate Mara Carfagna e Elena Centemero, le ministre Finocchiaro e Lorenzin.

 

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