Le associazioni: legge è inutile. Scalfarotto: Parlamento la cambierà

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Le associazioni lgbt si schierano contro il nuovo testo elaborato dalla Commissione Giustizia. Il relatore Scalfarotto spiega che non c'era alternativa. La parola passa alla Camera. Il voto...

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Non piace il nuovo testo approvato dalla Commissione Giustizia della Camera che ha cambiato radicalmente un testo già approvato per ricevere il nulla osta anche del Pdl. In realtà il centrodestra è spaccato e il risultato è che fino ad ora la proposta partorita dai relatori Scalfarotto (PD) e Leone (PDL) scontenta tutti. A partire dalle associazioni gay. Se Certi Diritti invita a non votare la legge visto che sarebbe inutile, il Circolo Mario Mieli parla di legge monca e fa partire una campagna Twitter con l’hashtag #noninvendita. Il presidente di Arcigay Flavio Romani sottolinea che “siamo di fronte al paradosso di una legge contro le discriminazioni che al suo interno contiene una gravissima discriminazione, e questo, oltre che assurdo, è evidentemente inaccettabile”.

Il problema è la mancata estensione dell’articolo 3 della legge Mancino contro i reati d’odio alle persone lgbt. “Ieri ci siamo resi conto che impuntarsi – come stavamo giustamente facendo – sull’estensione di questa ulteriore norma comportava il rischio di tirarla per le lunghe e di farci perdere, come dicevo, la finestra del 26 luglio”, spiega Scalfarotto . I giuristi di Rete Lenford fanno notare come siano del tutto sparite le persone lgbt da una legge che dovrebbe tutelarle. Non basta, infatti, l’inserimento nella legge delle espressioni “omofobia” e “transfobia” se non si definiscono chi sono le persone omosessuali e transessuali. “Le due parole hanno un significato nel linguaggio comune – spiegano da Rete Lenford -, ma dal punto di vista del diritto penale potrebbero risultare non tassative e indeterminate, in assenza di una loro precisa definizione come fattispecie penali”.

I due problemi – estensione della legge e definizione di omosessualità e transessualità – sono stati rinviati alla discrezionalità della Camera che voterà il testo venerdì pomeriggio. In teoria la maggioranza ci sarebbe come del resto c’era in Commissione. L’incognita, dunque, rimane e con essa il timore del pasticcio.

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