Le dita nell’ano dell’avversario: mossa consentita o abuso?

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Giovane wrestler sospeso da scuola per avere eseguito la mossa "butt drag" contro l'avversario 14enne. I genitori: "Mossa legale". Il padre della vittima: "Violenza, è un bullo".

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Una normale mossa di wrestling, dicono i genitori del giovane Preston Hill. No, una vera e propria violenza, sostiene il padre della vittima. Il punto è che durante un incontro di wrestling Preston Hill, 17 anni, avrebbe infilato le sue dita nell’ano dell’avversario eseguendo una mossa che si chiamerebbe "butt drag".

Ross Rice, padre dell’avversario quattordicenne di Preston, sostiene che il ragazzo si sia spinto molto oltre una mossa autorizzata dello sport praticato dai due adolescenti e il tutto perché il figlio aveva già affrontato il ragazzo accusandolo di bullismo.

Adesso, dopo l’incontro incriminato, in seguito al quale Preston è stato sospeso dalla scuola californiana che frequenta e a cui appartiene la sua squadra di wrestling, il suo avversario racconta di essere vessato dagli amici del bullo.

Se pure gli avvocati dovessero verificare che la "butt drag" è una mossa ammessa nel wrestling, qualcuno ha fatto notare che questa non sarebbe una ragione sufficiente per non considerarlo abuso sessuale e assolvere Preston perché si potrebbe dimostrare l’intento vessatorio del wrestler. Intento, che per altro, non è affatto così scontato. Insomma è uno dei rari casi in cui non si può ancora dire con certezza chi sia la vittima, se il quattoridicenne che avrebbe subito un abuso o Preston sospeso e sotto accusa per avere usato una mossa ammessa dal regolamento. Una cosa è certa: è una delle vicende più incredibili in cui ci siamo imbattuti.

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