LE ELEZIONI PARLANO ‘GAY’

A Brescia, Arcigay ha sottoposto ai candidati un documento politico a difesa delle minoranze. E si accende il dibattito. Ce lo riferisce Sergio Mazzoleni

“Finalmente si è parlato di omosessualità. Mi è sembrato che la mia città si fosse improvvisamente risvegliata” è il commento di un omosessuale presente ad un confronto elettorale organizzato da Arcigay “Orlando” di Brescia.
L’iniziativa esemplare, di mercoledì 8 maggio scorso, ha visto alcuni candidati alle elezioni comunali, del 25 maggio prossimo, discutere francamente di omosessualità e firmare una proposta del circolo cittadino incentrata sulla richiesta di un forte impegno per i diritti dei gay.
Eppure solo qualche mese fa il consiglio comunale della città, a maggioranza di centrosinistra, bocciava una proposta di istituzione del registro per le unioni civili e nella città era il silenzio sulle problematiche correlate alla condizione omosessuale a farla da padrone. Da qui l’interesse per l’iniziativa, nella speranza che possa, in futuro, essere organizzata anche da altri circoli. Ne parliamo con Sergio Mazzoleni presidente dell’associazione Orlando.
Facciamo il punto sulla Brescia gay.
Se confrontiamo Brescia con altre realtà, specie internazionali, la differenza per me più importante non è tanto nella quantità di spazi e occasioni d’aggregazione, che comunque esistono, ma è soprattutto qualitativa: là le amministrazioni pubbliche sono promotrici di diritti e servizi per lesbiche e gay, non si limitano a patrocinare o eventualmente a sostenere le attività del movimento. Questo cambia completamente il senso di accoglienza e cittadinanza delle persone omosessuali.
Da qui l’idea di confrontarsi con i candidati alle prossime elezioni comunali?
Arcigay Orlando ha voluto avere un ruolo attivo in questa campagna elettorale non schierandosi pregiudizialmente con una parte o l’altra ma chiedendo viceversa ai candidati sindaco e ai candidati consigliere di schierarsi su proposte ritenute qualificanti.
Quali proposte avete chiesto di firmare ai candidati l’8 maggio scorso?
Abbiamo articolato i nostro ibiettivi politici attorno a due proposte. La prima è estendere a tutte le forme di convivenza e aggregazione familiare l’accesso ai servizi offerti dall’amministrazione comunale, attraverso uno strumento come il registro delle unioni civili. L’altra proposta è mettere in campo azioni positive per dare una risposta alla discriminazione nei confronti degli omosessuali. Vorremmo una città accogliente per tutti e tra le azioni antidiscriminatorie abbiamo individuato la formazione di dipendenti comunali, professori e operatori del terzo settore con specifici corsi sulle differenti identità sessuali. In più chiediamo che le stesse tematiche siano prese in considerazione nelle iniziative comunali rivolte alle scuole (A Brescia c’è, ad esempio, un cineforum per scuole organizzato dal Comune) e sia diffuso un opuscolo dell’amministrazione che informi su cosa significhi essere gay e lesbica e sui servizi rivolti ai cittadini GBLT.
Quale è stata la risposta dei candidati?
Non ci aspettavamo che tutti i candidati si affollassero a risponderci, ma è stata comunque positiva. Abbiamo chiesto ai partiti di inserire nel proprio programma politico le nostre proposte ma questo non mi risulta sia stata fatto. Abbiamo anche chiesto ai singoli candidati di firmare le nostre proposte impegnandosi, se eletti, a promuoverle e sostenerle. Alla nostra iniziativa pubblica sono intervenuti una decina di candidati consigliere e due candidati sindaco. Tutti tranne uno hanno firmato la nostra proposta.
Allora facciamo i nomi dei candidati gay-friendly…
Alla serata erano presenti tra i candidato sindaco Cesare Galli della Lega Nord che non ha firmato la nostra proposta e Mirko Lombardi di Rifondazione Comunista che, al contrario, ha firmato. Tra i consiglieri erano presenti per la lista DS Arturo Squassina (capolista), Adriano Taglietti e Rocco Vergani; per Rifondazione Comunista Stefano Bolognini che è anche socio di Arcigay Orlando; per i socialisti Roberto Bianchi, Nicola Broli (dirigente Arcigay Orlando), Luigi Cerritelli e Roberto Gabana; per i VERDI Angelo Masciantonio, responsabile per i “Diritti civili” ARCI Nuova Associazione, e Paolo Mori.
Ha suscitato molto stupore la presenza alla vostra iniziativa del candidato sindaco delle Lega Cesare Galli che si è presentato per non firmare la vostra proposta. Quali le sue ragioni?
Ha voluto approfittare dell’occasione per confrontarsi con noi e si è sentito in dovere di spiegare il suo voto contrario, il settembre scorso, all’istituzione di un registro delle unioni civili a Brescia. Abbiamo apprezzato la sua disponibilità al confronto ma non mi sono ancora chiare le ragioni del voto contrario sul “registro”, motivate dal fatto che non avrebbe avuto conseguenze immediate. Si trattava di un inizio, le conseguenze sarebbero potute seguire; in ogni caso la nostra proposta prevede l’immediata equiparazione, per l’Amministrazione comunale, alle coppie sposate. Condivide però la nostra proposta sulla formazione dei dipendenti comunali riguardo alle questioni antidiscriminatorie. Inoltre il candidato Sindaco della Lega Nord ha affermato di non condividere la politica del partito che lo candida riguardo ai temi legati alla questione omosessuale. Questo può aprire un fronte di riflessione all’interno della Lega Nord, almeno nella nostra città.
Forza Italia e Alleanza Nazionale e i partiti cattolici?
Erano invitati, ma non hanno dato alcuna risposta.
Qualcuno dei candidati ha detto che è molto facile sottoscrivere impegni in campagna elettorale. Come agirete per evitare che quegli impegni rimangano lettera morta?
Stimoleremo i consiglieri eletti che hanno sottoscritto le nostre proposte. Ovviamente il nostro ottimismo deve confrontarsi con la realtà. Lo stesso Taglietti, consigliere uscente e candidato DS, il quale sostiene le nostre proposte, ha fatto presente che nel prossimo Consiglio comunale molto difficilmente ci sarà una maggioranza a nostro favore. Nel Consiglio comunale scorso avevamo un solo consigliere attivo sui temi di nostro interesse. Quasi certamente nel prossimo ci saranno molti più “portavoce” delle nostre richieste.
È un invito a votare gay o almeno gay friendly?
Penso che i cittadini sceglieranno quale lista e quale candidato votare sulla base della credibilità e della proposta politica complessiva: il nostro auspicio era che la questione dei diritti e della cittadinanza delle persone omosessuali fosse tenuta nella giusta considerazione dal maggior numero di candidati e da tutti i cittadini democratici. In particolare spero che cittadine/i lesbiche, gay e transgender non votino chi li discrimina. Al riguardo pensiamo di aver dato il nostro determinante contributo di informazione e proposta.

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di Stefano Bolognini