Le nostre 10 domande al presidente di Arcigay

Imitando colleghi più autorevoli abbiamo rivolto ad Aurelio Mancuso, presidente di Arcigay, dieci domande su altrettante questioni irrisolte e fondamentali. Ecco cosa ci ha risposto.

1 – È vero che in qualità di presidente di Arcigay lei percepisce uno stipendio sottoforma di rimborsi spese o sotto forma di qualsiasi altra voce iscritta a bilancio? E nel caso questo avvenga, a quanto ammonta? E in che modo si concilia con quanto previsto dalla legge per le associazioni di promozione sociale quale é Arcigay, che prevede il ricorso al lavoro dei propri associati solo in caso di particolari necessità (art.18, L. 383/2000, "Disciplina delle associazioni di promozione sociale")? Non condivide anche lei il principio della gratuità delle cariche elettive?

Dovreste far più attenzione nel formulare le domande, una cosa è uno stipendio un’altra è un rimborso spesa. Mi fa piacere che conosciate la legge: avere un Presidente che si dedica "esclusivamente" all’Associazione per la maggior parte del suo tempo risponde benissimo alla "particolare necessità" citata dalle norme. Nulla da dire e nulla da eccepire. In caso contrario o l’Associazione dovrebbe accontentarsi di un Presidente "a tempo perso" o cercarselo escusivamente tra quelli che vivono di rendita, pratica non del tutto democratica. Bastava avere un "alert" di googlenews sulla parola "gay"-elementare direi- per sapere che ho già dichiarato di percepire un compenso di 1.470 euro al mese.

La nostra replica: Ma allora è un compenso o un rimborso spese? O più semplicemente un rimborso spese forfettario, cui si aggiungono i rimborsi delle spese vive, dietro cui quindi si maschera uno stipendio senza il pagamento dei relativi contributi?

2 – Con quali motivazioni la segreteria nazionale di Arcigay ha chiesto all’unanimità che Fabrizio Marrazzo, che ricopre una carica politica di grande rilievo come la presidenza dell’associazione a Roma, presentasse le proprie dimissioni da quello stesso organo

La discussione sulle dimissioni di Fabrizio Marrazzo è una indiscrezione trapelata dalla mailing list interna dei nostri Comitati. I motivi con i quali si decide di  interrompere un rapporto di collaborazione all’interno di un gruppo, sono sempre da ricercare nel fatto che non ci sono più le condizioni per lavorare insieme. Ma su questa questione il Consiglio Nazionale deve ancora discutere quindi  non  sarà qui con lei che anticiperò motivazioni che ho il dovere di discutere con il Consiglio Nazionale di Arcigay, massimo organismo dirigente della nostra associazione attraverso il quale le determinazioni definitive arriveranno ad ogni nostro socio.

La nostra replica: Quindi questa come altre sono considerate da lei vicende interne ad Arcigay, che di conseguenza non possono essere oggetto di interesse e inchiesta da parte della stampa gay?

3 – Come mai dal congresso ad oggi le dimissioni dalla segreteria nazionale sono state così frequenti? Dei membri che la componevano alla sua elezione al congresso, quanti ne sono rimasti ad oggi? Ed é vero che sempre più spesso la mailing list interna ai circoli é diventata teatro di scontri anche feroci? Non ritiene questi segnali preoccupanti, sintomo di una associazione nel caos? E ritiene sempre che la fiducia dell’associazione nei suoi confronti sia immutata e comunque maggioritaria?

Le discussioni sono sintomo di democrazia e non di caos, Arcigay fa parte di una società attualmente in profonda crisi, è compito di tutti, ognuno per  ciò che gli compete, darsi da fare per rilanciare la discussione sui temi che ci riguardano. In Arcigay siamo vivacemente impegnati in questo.

La nostra replica: Quanti membri della segreteria originariamente eletta dal congresso si sono dimessi e perché? E’ vero che la mailing list interna ai circoli é diventata teatro di scontri anche feroci? Ritiene sempre che la fiducia dell’associazione nei suoi confronti sia immutata e comunque maggioritaria?

4 – A cosa è dovuta l’impennata dei rimborsi spese da lei percepiti nel 2008, che ammontano ormai al 15% dei ricavi generali di Arcigay ovvero quasi il 25% delle spese di struttura, rispetto a quelli – già alti – del 2007 (la voce è di 150 mila euro e comprende anche manifestazioni, trasferte, noleggio delle attrezzature e affitto delle sale senza possibilità che tutte quete attività vengano scorporate)? A quanto ammontano i suoi rimborsi spese al giorno?

Il motivo per il quale le spese aumentano è che le attività aumentano non le pare logico? Quanto ai miei rimborsi mi pare evidente che se dicessi 50 o 100 sarebbe comunque tanto senza giustificare ogni singola voce. e questo lo faccio di fronte al Consiglio Nazionale della mia Associazione e di fronte ai soci, del resto le quote sociali sono loro no?

La nostra replica: A quanto ammontano i suoi rimborsi spese al giorno? E si sommano ai 1470 euro al mese che lei sopra definisce come “compenso”?

5 – Come mai è stata presentata la candidatura di Genova come città ospite del Gay Pride Nazione del 2009 senza prima mettere al corrente le altre associazioni lgbt e lo stesso consiglio nazionale di Arcigay?  Rifarebbe quella scelta con la stessa modalità decisionale? E’ vero che tale scelta così unilaterale ha provocato durissime polemiche non solo nella comunità lgbt italiana e nel movimento, ma anche nella sua associazione?

Prima di tutto le altre associazioni nazionali sono state avvisate, inoltre ci sembra di osservare fermento e attesa per Genova 2009. Abbiamo scelto di proseguire sulla strada del Pride nazionale itinerante e rispetto all’anno prima non è cambiato molto: 5 pride nel 2008 e 5 pride nel 2009.  Sarà un successo! Perché? Gay.it pensava di non essere presente?

La nostra replica:  Premesso che Gay.it ovviamente sarà presente, perché associazioni pur importanti come Mario Mieli, Gay Lib, Facciamo Breccia o Certi Diritti non sono state informati della scelta? Rifarebbe quella scelta con la stessa modalità decisionale? E’ vero che tale scelta così unilaterale ha provocato durissime polemiche non solo nella comunità lgbt italiana e nel movimento, ma anche nella sua associazione? 

6 – Ritiene che la manifestazione indetta a Sanremo contro Povia durante i giorni del Festival abbia avuto successo in termini di partecipazione? E crede che fosse ancora necessaria che si svolgesse nonostante l’intervento in prima serata di Roberto Benigni dove l’attore -in accordo col presentatore Paolo Bonolis – usò parole di elogio verso gay e lesbiche durante lo stesso Festival?

Senza la nostra azione su Povia l’Ordine degli Psicologi non si sarebbe mai espresso. Così oggi una mamma o un giovane omosessuale che provasse disagio per colpa di un menestrello potrà avere il conforto di un parere serio riportato su tutti i quotidiani e in rete grazie alla nostra azione.

Le pare poco? O dovevamo semplicemente preoccuparci di non far avere a Povia quel lampo di notorietà che oggi è dimenticato, insieme alla sua opera?

La nostra replica: Ritiene che la manifestazione indetta a Sanremo contro Povia durante i giorni del Festival abbia avuto successo in termini di partecipazione? La rifarebbe?

7 – A pochi mesi dal Congresso 2008 di Arcigay, lei stava per presentare la propria candidatura nelle file del partito di estrema sinistra allora guidato da Fausto Bertinotti, Sinistra Arcobaleno, come annunciò con grande evidenza un articolo del Corriere della Sera. Secondo indiscrezioni lei decise di rifiutare tale candidatura per le critiche feroci che le voci e poi l’articolo le procurarono in associazione. Conferma questa ricostruzione? E come conciliava la sua candidatura con l’allora recentissimo congresso nazionale di Arcigay, che sancì la linea del "distinti e distanti" dai partiti?

La candidatura di personaggi rappresentativi del movimento LGBT è utile, sa, servono persone che sappiano di cosa parlano a Montecitorio o a Palazzo Madama. Se avessi accettato la candidatura mi sarei dimesso da presidente di Arcigay. Non ho accettato ed eccomi qui.

La nostra replica: Quindi lei si stava per candidare. Perché rifiutò? Perché dichiarò di non essersi mai candidato? A quale versione dobbiamo dare retta? Secondo indiscrezioni lei decise di rifiutare tale candidatura per le critiche feroci che le voci e poi l’articolo le procurarono in associazione. Conferma questa ricostruzione? E come conciliava la sua candidatura con l’allora recentissimo congresso nazionale di Arcigay, che sancì la linea del "distinti e distanti" dai partiti?

8 – Pensa che i fondi stanziati da Arcigay nel 2007 e nel 2008 per lotta, la prevenzione e l’informazione sul virus dell’HIV siano stati sufficienti? Sia nel bilancio del 2007 che in quello del 2008 non c’è nessuna voce direttamente riferibile a queste attività. Come giudica il fatto che in alcuni locali affiliati ad Arcigay i preservativi vengano venduti al pubblico anziché essere distribuiti gratuitamente?

Il nostro lavoro sulle associazioni affiliate è grande e la distribuzione dei preservativi è in crescita. Le campagne sono aumentate, parlando non più solo di prevenzione ma anche di promozione  del test.  Maggiore informazione (come le campagne sulla PPE-profilassi post esposizione) significa anche qualità della formazione,  Arcigay sta studiando molto perchè è evidente che non basta una pioggia di preservativi e lubrificanti per bloccare l’avanzata dell’HIV, ma certo non occorre la preghiera o l’astinenza, occorre maggiore informazione e un più ampio screening. Le collaborazioni internazionali, nazionali, istituzionali che Arcigay ha attivato negli ultimi due anni, parlano di più di tante parole al vento.

La nostra replica: Come giudica il fatto che in alcuni locali affiliati ad Arcigay i preservativi vengano venduti al pubblico anziché essere distribuiti gratuitamente?

9 – Come mai mentre Gay.it conduceva un’inchiesta giornalistica nei confronti dell’associazione, lei ha ritenuto di non dover rispondere ai punti emersi nelle varie puntate, né di dover aiutare il nostro portale a reperire le informazioni necessarie? Solo successivamente alla pubblicazione di quattro puntate lei ha rilasciato un’intervista ad un altro sito internet, e cioè ai colleghi di Gay.tv.

Perchè le interviste scandalistiche non sono di nostro interesse. Tutte le domande poste avevano di base supposizioni o cattive informazioni.  Avete ritenuto di procedere comunque, fornendo informazioni non corrette. Il fatto che gettavate discredito sul lavoro altrui senza sapere di cosa stavate parlando, ma avendo probabilmentte l’intento di farci fare una "brutta figura”, è stato motivo sufficiente per non accettare una vostra intervista.

10 – In qualità di presidente nazionale di Arcigay, come ritiene di doversi rapportare con la stampa gay e in particolare ai giornalisti gay?

Ritiene di dover rispondere alle domande che riguardano l’associazione, come ad esempio ha evitato nuovamente di fare nella recentissima vicenda che riguarda Marrazzo? Non le pare una grave mancanza di trasparenza, che ricorda un pò i dibattiti nel Pci degli anni ’50?

Le faccio presente che non sono Presidente del Consiglio dei Ministri e dunque non amministro la cosa pubblica, né sono Segretario di un partito che risponde ad un vasto popolo di elettori, suoi o da conquistare. Sono il presidente di una associazione,  pertanto il primo dovere di trasparenza l’ho nei confronti delle mia Associazione e dei soci. Con i giornalisti parlo di politica LGBT, quotidanamente, e nella stragrande maggioranza dei casi con reciproco rispetto dei ruoli.

La nostra replica: I nostri giornalisti sono tutti iscritti ad Arcigay, come la stragrande maggioranza dei nostri lettori. Le suggerisce qualcosa tutto questo?

Leggi anche Il tempo è scaduto. E non siamo in vendita (di Alessio De Giorgi e Daniele Nardini)

di Daniele Nardini