LE PARI OPPORTUNITÀ PER TUTTI

Cerimonia di apertura dell’Anno europeo per le pari opportunità per tutti. Presente il Presidente Napolitano, Prodi e la Ministra Pollastrini. E Rutelli va alla presentazione de “la guerra dei DiCo”.

Roma – Alla presenza del Capo dello Stato Napolitano e del Presidente del Consiglio Prodi si è aperto l’anno europeo per le pari opportunità. Per tutti. Così l’Europa ha voluto chiamare l’ambito nel quale adottare una serie di inziative da qui a Novembre, quando si celebrerà la cerimonia di chiusura a Lisbona. Gli obiettivi da raggiungere in questo periodo interesseranno non solo le donne, categoria che delle pari opportunità ha fatto da sempre il suo feudo, ma anche anziani, immigrati e anche gay, lesbiche, biusessuali, transessuali e trangender.

«Ci saranno da scalare montagne – ha detto il Ministro per le pari opportunità Barbara Pollastrini – perchè diverse sono le visioni del futuro e della modernità». «La laicità è un valore d’attualità – ha continuato il Ministro – è per questo che serve una sferzata». Parole coraggiose soprattuto dopo le polemiche seguite alle parole di Andrea Rivera al concerto del primo maggio. 

Il commissario europeo alle pari opportunità, Valdimir Spidla, si è complimentato con l’Italia, «lo Stato membro più sensibile a celebrare questo anno europeo». «Con la presidenza Prodi alla commissione europa- ha detto Spidla – l’Europa si è dotata del più ampio quadro normativo al mondo in materia di pari opportuità».

Barbara Pollastrini: La laicità è un valore d’attualitàDue filmati ricordano alla folta platea (in molti sono rimasti senza un posto a sedere) che il 18,4% delle lesbiche e il 16% dei gay sono ancora vittime di soprusi. A scuola, sul lavoro, nel gruppo dei pari, l’integrazione deve fare ancora molta strada sebbene gli Stati membri abbiano già fatto molto in tema di Unioni Civili portando nei propri paesi un clima culturale nuovo rispetto ai temi della diversità. 

In questo il Parlamento italiano è sensibilmente in ritardo rispetto ai propri partners. Domani si chiuderà in Commissione Giustizia l’analisi dei progetti di legge sulle Unioni Civili, compreso il disegno di legge Pollastrini-Bindi sui DiCo. Alla fine il Presidente della Commissione Cesare Salvi dovrà decidere quale o quanti progetti portare in Aula. L’ipotesi più probabile resta comunque quella di un testo unico che la Commissione dovrà redigere nelle prossime settimane.

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Il Presidente del Consiglio Prodi intervistato da Ferruccio de Bortoli, direttore de IlSole24Ore, nell’ambito della cerimonia d’apertura si è limitato a ribadire la posizione più volte espressa sui DiCo: «il Governo ha già fatto la sua parte. Adesso la palla passa al Parlamento». Parole poco coraggiose che hanno deluso la nutrita delegazione GLBT.

In una sala attigua allo spazio Etoile, sede dell’evento europeo, il vicepresidente del Consiglio Francesco Rutelli ha partecipato alla presentazione del libro di Alfredo Mantovano, ex sottosegretario all’Interno del Governo Berlusconi, dal titolo significativo: La guerra dei DiCo. «Si tratta di una raccolta di atti legislativi – ha detto Mantovano – divisi diritto per diritto. Vogliamo far capire che i diritti i conviventi già ce l’hanno». Mantovano dimentica di dire al pubblico che le leggi citate nel libro regolano solo diritti di cui possono godere le persone eterosessuali. «Serve una forte politica per la famiglia – ha detto invece Rutelli – ed è per questo che la Margherita partecipa al Familyday del 12 maggio» dimenticando il tema cui era dedicata quella giornata: le pari opportunità. Per tutti.

di Daniele Nardini