Le terribili storie di violenze delle vittime dei campi anti-gay

Gli elettrodi attaccati ai testicoli per “correggere” l’erezione davanti a un porno gay, giorni senza cibo né acqua. E poi vessazioni e umiliazioni di tutti i generi, fino al suicidio. Ecco i racconti

Usano il web, le vittime dei cosiddetti “campi di conversione”, in cui si tenta di far diventare etero ragazzi gay, per condividere le loro terribili storie e raccontare il tipo di presunte terapie, in realtà vere e proprie torture a cui venivano sottoposti o a cui hanno visto sottoporre gli amici.

Uno di questi racconti è arrivato sul popolare Reddit su cui un utente ha scritto: “Un mio amico c’è andato costretto dal padre contrariato dal fatto che il figlio non fosse ‘normale’. Una della pratiche prevedeva l’applicazione di elettrodi ai testicoli. Poi lo costringevano a guardare un porno gay e se aveva un’erezione, rilasciavano l a scarica. Ha funzionato talmente bene che ha sposato una ragazza, poi hanno divorziato perché… lei era lesbica. E ora lui ha un ragazzo”.

Un altro utente racconta di tecniche di lavaggio del cervello su persone convinte che il loro orientamento sessuale fosse conseguenza di un trauma., come possibili abusi subiti dal padre o rapporti poco solidi con la madre.

“Il campo in cui hanno mandato me – racconta un altro -, apparentemente era un istituto religioso per ragazzi turbolenti. C’era una stanza per le riflessioni solitarie in cui venivo mandato spesso. Era terribile. Passavo giorni interi seduto in quella stanza senza cibo né acqua perché negavo Gesù e rifiutavo di ammettere di avere problemi che non avevo”.

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Un altro racconto inizia così: “La cugina di un mio amico è stata mandata in uno di questi campi. Nonostante diverse suppliche ai genitori perché la portassero via perché non stava funzionando, ma le dava un senso di disgusto di se stessa, l’hanno lasciata lì a finire il programma. Era ancora gay. Si è suicidata un mese dopo e nella lettera ha scritto: ‘Cari mamma e papà, vi amo nonostante stiate sbagliando così tanto. Mi avete insegnato l’odio e a sentirmi disgustata di me stessa, invece che ad amarmi’. Aveva 17 anni” .

E poi ci sono i racconti di chi, dopo il programma in uno di questi campi, ha tentato la vita da etero, naturalmente senza riuscirci e ritrovandosi separato o divorziato dopo 26 anni di matrimonio e dopo essere stato un padre e un marito orrendo.

“Non so cosa sia successo in quei campi – scrive la figlia -, ma so per avere vissuto con qualcuno che vive la sua “storia di successo”, che sono terribili”. Il ragazzo ritratto nella foto era stato spedito per 10 settimane in uno di questi campi situato in Sudafrica. Quelle sono le condizioni in cui è giunto in ospedale, disidratato, denutrito, con le ossa rotte in più parti. Come riporta GayStarNews, è morto pochi giorni dopo il ricovero.

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