Le unioni civili diventano “formazione sociale specifica”

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Approvata da Pd e M5S la definizione per distinguerle dal matrimonio. La videointervista.

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È il voto congiunto di PD e MoVimento 5 Stelle che permette la modifica dell’art.1 del DDL Cirinnà e che definisce la unioni civili come “specifica formazione sociale”. La modifica, riformulata dalla relatrice del testo, va incontro alle richieste delle destre e di una parte del Pd (a chiedere questo cambiamento era stata la senatrice Fattorini) che ha chiesto che non ci sia alcuna confusione tra il nuovo istituto e il matrimonio già vigente per le coppie eterosessuali.

Sebbene il testo in discussione in queste ore in commissione Giustizia del Senato si basi sull’art. 2 della costituzione e non sul 29 (quello che si riferisce al matrimonio, appunto), la possibile equiparazione tra i due istituti è uno degli appigli dei detrattori della legge per osteggiarla.

Ma la modifica non è bastata ad Area Popola (NCD+UDC) e Lega che si sono astenuti.

“La definizione delle unioni civili come ‘specifica formazione sociale’ – ha dichiarato a Repubblica il senatore Maurizio Sacconi – appare come un disperato espediente causidico per distinguerle dal matrimonio ma, come abbiamo più volte detto, se un animale abbaia come un cane ragionevolmente è un cane. E la descrizione di questa ‘formazione sociale’ è quella del matrimonio. Bene hanno fatto quindi i tre rappresentanti di Area popolare in commissione giustizia e la rappresentante della Lega ad esprimere un voto di astensione che, come è noto, nel Senato ha lo stesso significato del voto contrario”.

“Il tema della somiglianza con il matrimonio peraltro – ha continuato Sacconi – rileva in quanto presupposto dell’adozione che costituisce il fondamentale elemento divisivo anche se ‘limitata’ al caso del figlio biologico del convivente”. Il figlio biologico – ha proseguito Sacconi – ragionevolmente non è il raro caso dell’orfano di un vedovo o di una vedova ma è quello comprato comprando il corpo e le emozioni di una madre povera”.

Il riferimento è alla gestazione per altri grazie alla quale le coppie gay possono avere figli, ma a cui ricorrono soprattutto le coppie eterosessuali. Una pratica, va ricordato, che nei paesi in cui è legale (come Usa e Canada) ha regole precise e rigide e non implica alcuno sfruttamento delle donne. “Continuiamo a chiedere di sanzionare l’uso dell’utero in affitto come reato ‘universale’ – ha concluso Sacconi – e a voler affermare i diritti primari dei minori a conoscere la loro genitorialità biologica e a tutelare i diritti delle madri. Tanto sarebbe utile una legge unanime sul comune denominatore dei diritti di mutuo soccorso materiale e morale tra conviventi quanto sarà dannosa per la nazione una legge che la lacera sui principi fondativi. Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, rifletta su questa fondamentale differenza”.

Ecco la videointervista che la stessa Monica Cirinnà ha rilasciato al gruppo PD del Senato:

Risultato Commissione 2 settembre
#UnioniCivili. La relatrice Monica Cirinnà ci racconta quello che è accaduto oggi in Commissione Giustizia e il programma dei prossimi giorni. #staytuned

Posted by Diritti Democratici on Mercoledì 2 settembre 2015

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