Le unioni gay decisive per le alleanze, o forse no

Vendola vuole le unioni gay e “se Casini ci sta, ben venga”, ma De Magistris: “non è pensabile allearsi con chi non vuole le unioni di fatto”. Intanto per Gentiloni non sono priorità e Buttiglione…

In una conferenza stampa tenuta ieri, il segretario di Sel Nichi Vendola aveva dichiarato che un’alleanza con l’Udc è possibile se Casini dice sì alle coppie di fatto e all’inseminazione artificiale.

Insomma, sui diritti delle coppie gay si gioca una parte essenziale della partita sulle alleanze, quelle che dovrebbero presentarsi alle elezioni quando il governo Monti esaurirà il suocompito. Ma la convivenza tra Di Pietro e Casini sembra impossibile, stando a quanto i due leader dicono l’uno dell’altro. E sulla possibilità di un’allleanza Udc-Pd-Sel interviene oggi su facebook il sindaco di Napoli Luigi De Magistris.

"Tralasciando questo atteggiamento ondivago, – prosegue De Magistris – vorrei soltanto chiederti, veramente in modo sincero visto il nostro rapporto: come è pensabile una corsa in tandem con chi non reputa essenziale il riconoscimento delle coppie di fatto oppure la difesa del lavoro? Come è pensabile correre con chi per tanti, troppi anni è stato la stampella dello scempio del berlusconismo? Come è pensabile governare sospendendo la coerenza, costretti ad un innaturale compromesso che vedrebbe il sacrificio di principi ideologici e la negazione di storie e vissuti? Un’apertura all’Udc sarebbe solo una alchimia di palazzo, un prodotto artificiale creato in un laboratorio di vecchia politica, proprio quando c’è bisogno di nuova e chiara azione politica come chiede la societàcivile, la quale deve essere protagonista dell’alternativa".

E proprio mentre De Magistris scriveva queste parole sul social network, Rocco Buttiglione (Udc) precisava, rivolgendosi a Vendola: "Noi pensiamo che nel 2013 ci sarà ancora bisogno di una grande coalizione (il riferimento è a quella che oggi sostiene il governo Monti, ndr) e che questi temi non debbano entrare nell’agenda. Ognuno poi esprimerà la propria posizione e anche noi lo faremo. Ma è il contrario di quel che fa Vendola, che mette al centro dell’intesa i matrimoni gay”. Sembra pensarla allo stesso modo anche il democratico Paolo Gentiloni che a TgCom che quello delle coppie gay "non mi sembra il problema al centro dell’agenda degli italiani. Si troverà un punto d’intesa. La vera sfida di questa coalizione è quello di mostrare ai mercati che dopo il governo Monti, non c’è un incognita sul piano del risanamento, semmai c’è qualcosa in più. Se questa alleanza fosse poco chiara su questo allora si che di dovrà discutere. Non è l’unione delle coppie gay che deve preoccupare, troveremo un accordo come l’abbiamo trovato nel Pd".

Intanto il deputato dell’Udc Enzo Carra negli ultimi giorni è impegnatissimo a smentire le dichiarazioni fatte ai media in tema di nioni civili. Già  aspramente ripreso dal direttore di Avvenire, aveva dovuto fare marcia indietro rispetto alle dichiarazioni fatte sulle coppie gay ("Ai conviventi gli stessi diritti del matrimonio", aveva detto, ndr), mentre oggi precisa ulteriormente la sua posizione dopo un’intervista al Fatto Quotidiano:  "Vedo che il tema delle coppie fatto continua a generare equivoci. Un conto è il matrimonio, un conto tutto il resto. Nell’intervista al Fatto Quotidiano – ha dichiarato Carra – non ho mai parlato di Pacs, come invece titola il giornale. Ho anche distinto, o meglio ho cercato di farlo, visto i risultati, tra i diritti garantiti alle persone e quelli da regolamentarsi eventualmente in Parlamento sulle cosiddette unioni di fatto. La distinzione non è di poco conto".  "Sul matrimonio – prosegue – per noi resta insuperabile l’articolo 29 della Costituzione. Per l’Udc, in ogni caso, non ci sono possibilità di accordi o intese sui ‘valori non negoziabili’ che sono tali proprio perché non possono essere oggetto di mediazione".