Leelah Alcorn uccisa un’altra volta

A niente è servita la lettera scritta prima di suicidarsi. Sulla tomba c’è scritto Joshua

Ricordate la storia di Leelah, la ragazza trans di 17 anni suicidatasi poco prima della fine dell’anno perché i suoi genitori, fortemente credenti, non la accettavano? Leelah aveva lasciato una straziante lettera sui social network che concludeva con un appello a “cambiare la società”.

Come purtroppo spesso accade in questi casi, Leelah è morta due volte. I suoi genitori, infatti, hanno deciso di mettere sulla lapide della sua tomba il nome maschile, quello che rappresentava un’identità in cui Leelah non si riconosceva e contro cui lottava ogni giorno per affermare se stessa.

Leelah Alcorn è stata seppellita vicino la città dell’Ohio in cui viveva, mentre la polizia continua a indagare sulla sua morte.

Intanto sul web è partita una petizione per chiedere che sulla sua tomba compaia il nome che lei aveva scelto, il nome da donna. La petizione, lanciata da Transgender Allies su Change.org il 30 dicembre scorso, ha già raggiunto quota 65.722 firme.

Dopo la morte di Leelah, sua madre Carla Wood Alcorn aveva scritto su Facebook: “Il mio dolce figlio di 16 anni, Joshua Ryan Alcorn, è andato in paradiso questa mattina. Era fuori per una passeggiata mattutina ed è stato investito da un camion. Grazie per i messaggi e la gentilezza che ci dimostrate. Continuate a ricordarci nelle vostre preghiere”. Un messaggio che non tiene in alcun conto la durissima lettera che la ragazza ha lasciato prima di morire. Leelah uccisa ancora una volta.

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Intanto, su Facebook è nata una pagina, “Justice for Leelah Alcorn” (giustizia per Leelah Alcorn) e le icone della comunità trans statunitense, da Laverne Cox a Fallon Fox hanno tutte espresso sdegno e dolore per quello che è successo alla ragazza.

Dan Savage, il fondatore dell’associazione “It gets better” che ha come scopo proprio quello di aiutare gli adolescenti lgbt, ha dichiarato che i genitori di Leelah dovrebbero essere indagati per istigazione al suicidio, com’è successo al compagno di stanza di Tyler Clementi , un altro ragazzo suicidatosi dopo che le immagini di un suo rapporto sessuale con un coetaneo erano state diffuse su internet proprio dal suo coinquilino.