Non passano le pregiudiziali. La Camera voterà legge contro l’omofobia

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Come la volta precedente, alcuni deputati hanno tentato di affossare il dibattito facendo dichiarare incostituzionale la legge contro l'omofobia.

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Non è passato, questa volta, il tentativo di affossare il dibattito sulla legge contro l’omofobia alla Camera. Al contrario della scorsa legislatura, quando i deputati dichiararono il testo incostituzionale, le pregiudiziali presentate da alcuni esponenti di Pdl, Lega e Fratelli d’Italia sono state bocciate dal’Aula. Il testo potrà quindi essere emendato e votato. Ecco cosa prevedevano le pregiudiziali bocciate dalla Camera.

Sono tre i testi che erano stati approvati da Lega Nord per l’Autonomia, Popolo della Libertà e Fratelli d’Italia.

La mozione della Lega: “e gli eterofobi”? – “Avere legato l’atto di discriminazione a motivi di omofobia e transfobia” – recita la mozione leghista – privilegia la persona offesa “in ragione del proprio orientamento sessuale” “rispetto invece “a chi subisce altre forme di violenza o atti”. E se c’è un privilegiato, c’è anche un discrimnato: per i leghisti le persone escluse dalla tutela della legge sarebbero “soggetti eterofobi, misogini o misantropi” e senza che ci sia “alcuna ragionevole giustificazione”. Inoltre i concetti di “orientamento sessuale”, per i deputati padani è troppo generica e non consente di individuare davvero le presunte vittime che la legge è intenzionata a proteggere. I deputati che hanno firmato la mozione sono: Giorgetti, Molteni, Allasia, Attaguile, Borghesi, Bossi, Bragantini, Buonanno, Busin, Caon, Caparini, Fedriga, Grimoldi, Guidesi, Invernizzi, Marcolin, Gianluca Pini, Prataviera, Rondini

La mozione del PDL: il diritto ad odiare – I berluconiani condividono con gli ex alleati della Lega l’idea che le parole “omofobia” e “transfobia” siano troppo generiche per chiedere a un giudice di tutelarle come fattispecie. L’omosessualità, del resto, è “una condizione che può essere positivamente risolta, superando situazioni difficili, come in più d’un caso è accaduto”; in altre parole: può essere curata.

Parlare di odio, inoltre, “rischia di sovvertire il diritto penale del fatto” in quanto “l’odio è una tra le passioni che compongono naturalmente la psicologia umana, che fanno da tramite tra la vita sensibile e la vita morale della persona” e quindi non si può pretendere di punire “in sé e per sé, a meno di non voler tornare ai sistemi giuridici degli Stati totalitari”. La vera protezione, per i deputati, dovrebbe andare piuttosto a chi vuole liberamente manifestare il proprio pensiero. In calce alla mozione si leggono le firme dei deputati Pagano, Roccella, Dorina Bianchi, Saltamartini, Fucci, Distaso, Vignali, Palese, Alli, Pizzolante

La mozione di Fratelli d’Italia: proteggere i sacerdoti – Le preoccupazioni di Giorgia Meloni e Edmondo Cirielli, gli unici due deputati di Fratelli d’Italia, riguardano la nascita di un reato d’opinione che punirebbe anche solo chi esprimesse “il dissenso per i matrimoni gay o la contrarietà all’adozione di bambini da parte di coppie omosessuali o semplicemente affermando, in base al proprio credo religioso, che l’omosessualità sia un peccato. A rischio c’è quindi “la libertà di espressione”, anticamera di “una vera e propria discriminazione religiosa” dato che i sacerdoti non potrebbero più esprimere le loro idee.

A respingere i tre attacchi toccherà a PD, SEL e M5S, uniti dalle intenzioni di portare a casa una legge ma divisi, per ora, sull’idea di legge da approvare. Se non superareanno le reciproche diffidenze, il centrodestra potrà cantare, ancora, vittoria.

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