Legge contro l’omofobia: in Svizzera la destra raccoglie firme per cancellarla

Secondo il partito UDF, la legge sarebbe contro la libertà di espressione. Via alla raccolta firme per indire un referendum.

Sylvie Ruffieux-Guignard farà di tutto per eliminare la legge contro l’omofobia approvata a dicembre in Svizzera. E’ la vice-presidente dell’UDF, il partito dell’Unione democratica federale, ed è convinta che punire le offese omofobe è illegittimo in quanto limita la libertà di espressione di una persona. Tali dichiarazioni sono state fatte in una rete televisiva locale di Ginevra, ma nel giro di pochi giorni sono state diffuse in tutto lo Stato. Tanto che ne ha anche approfittato per annunciare la raccolta firme per richiedere un referendum. 

Attraverso il referendum, intende chiedere alla popolazione svizzera se intende mantenere questa legge oppure eliminarla completamente. Oltre agli insulti omofobi, il testo vede come reato penale anche la discriminazione per etnia, religione e razza, come approvato dal Consiglio Nazionale all’inizio del mese di dicembre dello scorso anno. La legge svizzera prevede che per richiedere un referendum occorrano 50.000 firme, che l’UFD dovrà raccogliere entro il 7 aprile.

Con la criminalizzazione dell’omofobia non ci si può esprimere

Le parole della vice-presidente dell’UDF hanno scatenato moltissime polemiche, scatenando l’ira delle associazioni LGBT e lo scherno di molti utenti, che hanno preso a cuor leggere l’idea di indire un referendum sulla questione. In realtà, durante l’intervista, la politica del partito con una posizione cristiano-conservatrice, ha detto senza mezzi termini che questa legge non permette più di esprimersi, e addirittura non sarà possibile dire più nulla. Infine, ha fatto un esempio delle limitazioni: la criminalizzazione dell’omofobia comporta l’impossibilità di parlare di diversi temi, come coloro che decidono di “abbandonare l’omosessualità”. Educazione ricevuta dai genitori, dall’ambiente in cui si cresce, le circostante e il fisico sono tutti fattori che incidono sull’orientamento sessuale, ha spiegato.

A sostenere queste parole e a respingere le accuse che la donna sia un’omofoba, è accorso subito il marito, nonché presidente del partito. “Questa intervista non ha contenuti omofobi. L’omofobia è la paura degli omosessuali. Noi non abbiamo paura, semplicemente non intendiamo idealizzare l’omosessualità, che ora è di moda“, ha affermato l’uomo. Anche secondo lui la legge elimina il dibattito, e ricorda che in democrazia si deve accettare anche coloro che hanno un pensiero diverso.